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lunedì, Gennaio 24, 2022

Mariglianella. Agrimonda, il mostro ambientale compie 17 anni

A quasi vent’anni dall’incendio che divorò la fabbrica di pesticidi e fitofarmaci, le istituzioni non affrontano ancora concretamente il problema della rimozione del mostro Agrimonda. L’Associazione Alt “La Fenice” ne ripercorre la storia.

Alle ore 3:02 del 18 Luglio 1995, scoppiava un incendio presso la ditta AGRIMONDA s.r.l., una società addetta alla commercializzazione di prodotti per l’agricoltura, inclusi quelli chimici quali pesticidi, fitofarmaci e concimi fertilizzanti. Sul posto accorsero i vigili del fuoco di Nola, ma, data l’entità del rogo – una colonna di fumo alta circa 100m e con un raggio di 30-40m, di colore bianco con venature giallastre e arancione – sul luogo arrivarono anche squadre da Afragola e Pianura. Il responsabile dell’ASL NA4 richiedeva l’intervento dello SCIA e consigliò al Sindaco di emettere un’ordinanza cautelativa di sgombero della popolazione per un raggio di 500m dal sito in fiamme, così come di ordinare la sospensione della raccolta dei prodotti agricoli coltivati nel raggio di 500m per almeno venti giorni.

L’incendio venne domato solo alle 14 dello stesso giorno. Sulla base dei dati forniti dalla proprietà, si evinse che al momento dell’incendio erano presenti circa 235 tonnellate di antiparassitari, 750 t. di concimi, 6 t. di plastica, 40.000 litri di pesticidi liquidi: tra i prodotti a maggiore tossicità e presenti in grandi quantità, l’Antracol Fort Blu/Bianco (fungicida), Basamid (insetticida),Galben Blu(Bianco (fungicida), Linuron (diserbante), Pirimor (insetticida), Tairel M 8-65 (fungicida), Tiosol (insetticida), Vapan (fungicida), Seccatutto (erbicida).

Oggi il sito si presenta occupato in gran parte dal cumulo residuale del rogo e dai resti della palazzina, che versano in stato di completo abbandono, incluso il locale seminterrato da cui proviene un cattivo odore di prodotti chimici. Il cumulo residuale del rogo che pare poggiare su una soletta di calcestruzzo, ha un’altezza di circa 2 metri ed è ricoperto da un telo impermeabile, ancorato alle pareti laterali della palazzina con listelli e al muretto perimetrale di calcestruzzo, su cui è posizionata una rete metallica con lamiera. Il telo è stato sostituito più volte a causa delle discontinuità che si sono formate negli anni: osservando dall’alto il cumulo è facile rilevare come ancora oggi il telo stesso risulti danneggiato, consentendo la fuoriuscita di emissioni gassose dal cumulo verso l’ambiente esterno.

«L’unico impegno ad oggi della nostra classe politica – dichiarano i membri di Alt “La Fenice” – si è evidenziato nella affannosa corsa ad affiggere il “manifesto” per primi, alla coccarda dei primi e migliori della classe, ma i rifiuti tossici sono ancora, in parte, lì e in parte nel nostro organismo». L’associazione infatti, unitamente al “C.A.T.” ( Comitato Ambiente e Territorio ) ha sempre trovato inammissibile ed inaccettabile il modo con cui il PD prova a farsi vanto di qualcosa per cui ha semplicemente fatto da spettatore non pagante.

«Un manifesto in cui – sottolinea il Presidente Leopoldo Esposito – all’unisono il PD di Mariglianella, Marigliano e Napoli condividono la forma, il modo e il contenuto e che fornisce la ulteriore conferma del “modus operandi” di chi si erge a paladino della società dalla poltrona di casa sua o da quella di qualche carica politica. È quantomeno interessante notare come il PD, dopo 17 anni di responsabilità e dopo aver ceduto la mano al PDL, oggi “esulti” quasi come fosse solo e soltanto colpa degli altri».

Intanto il Comune di Mariglianella istituisce un tavolo di lavoro per l’ambiente chiuso alla partecipazione della cittadinanza, attivandosi per il rilievo e l’analisi delle acque dei pozzi e della qualità dell’aria; i risultati delle analisi, però, non sono mai stati resi pubblici. Vengono inoltre chiusi 8 pozzi intorno all’Agrimonda: i sigilli si trovano in via Pasubio, uno in particolare è situato in via XI Settembre, cioè la Variante 7 Bis, a ridosso del sito Agrimonda. Il Sindaco di Mariglianella Felice Di Maiolo conferma inoltre la sottoscrizione, con l’Assessorato Regionale in data 29/07/2011, di un Accordo di Programma che avrebbe dovuto assicurare la bonifica del sito Agrimonda: l’ Accordo, mai formalizzato in Giunta, rappresenta in realtà soltanto “un impegno da onorare” e quindi il Comune di Mariglianella demanda il compito alla Regione Campania che, a sua volta, lo affida al Ministero dell’Ambiente, il quale dichiara di non avere fondi per la bonifica.

« Sul caso Agrimonda – sottolinea il Presidente Esposito – è intervenuto anche il Ministero dell’Ambiente e il responsabile dell’ U.O.P.C. ASL inviando una risposta ad un cittadino di Marigliano, il signor Monda Raffaele, cittadino di Lausdomini (Marigliano), colpito da carcinoma e fortunatamente guarito, che in una nota inviò la sua testimonianza a vari Enti per la mancata bonifica ambientale del sito di Agrimonda ».

Anche i cittadini di Alt La Fenice sono da sempre in prima linea: lo scorso anno, infatti, i membri sollecitarono, senza risultati, un intervento straordinario ed urgente ( Determina del 30/12/2011 ) col quale si impegnava la somma di quasi cinquemila euro per riparare gli squarci sul telo protettivo. Vicenda singolare, se si considera che dalla relazione del Coordinatore Regionale Settore Ambiente, dott. Michele Palmieri, si evince che il Sindaco Di Maiolo, lo scorso 30 Gennaio, ha comunicato di aver riparato il telo. « È singolare – dichiara Esposito – che sul nostro territorio possano accadere simili fatti di tale gravità e non c’è mai un amministratore, un dirigente o un funzionario che risponda della propria omissione. Possibile che non si provveda alla riparazione del telo posto a protezione del cumulo di macerie tossiche ma si dichiari di averlo fatto? ».

Purtroppo a nulla sono valse, finora, le proteste, la pressione della stampa locale e nazionale, l’interrogazione parlamentare dell’on. Francesco Barbato (I.d.V), i convegni promossi dai Comitati ed Associazioni locali che hanno inviato esposti e intimato agli Enti un’immediata bonifica dell’area. «Ribadiamo che l’unico modo per risolvere il problema è la rimozione dei rifiuti dalle aree come è stato richiesto insistentemente dai cittadini e come esposto anche dai rappresentanti del mondo accademico scientifico durante i lavori del Convegno “Agri…MO’…nda”». Ad oggi l’area resta fonte di rischi sanitari e pericoli ambientali per la popolazione, in particolare per gli abitanti dei Comuni di Mariglianella e Marigliano, posti in prossimità dell’area.

«A noi interessa – conclude Esposito – la rimozione del cumulo di materiale tossico che ancora giace lì .Qui non ci sono meriti per nessuno. Non accettiamo la strumentalizzazione a fini politici di un disastro di queste dimensioni. La loro politica è quella delle scadenze dei mandati non quella dei problemi dei cittadini. Non può solo la sfortuna essere la causa di tutto ciò. Non siamo stati “semplicemente” sfortunati a nascere qui e non altrove, perché nel nostro silenzio siamo tutti “complici” dello scempio ambientale in cui viviamo e dello “scippo” alla nostra vita cui assistiamo».
(Fonte foto: Associazione La Fenice) 

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