Traffico illecito di agrofarmaci velenosi: la centrale e il laboratorio a Somma Vesuviana

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L’indagine condotta dal Nucleo Antifrodi dei carabinieri delle Politiche Agricole e Alimentari ha portato all’arresto di 18 persone, al sequestro di quattro società e di due capannoni.

Una vera e propria fabbrica di fitofarmaci contraffatti, fabbricati artigianalmente con sostanze altamente tossiche e venduti a grossisti compiacenti a una somma notevolmente inferiore rispetto ai prodotti legali, è stata scoperta ieri a Somma Vesuviana. Le dimensioni del traffico sono risultate impressionanti. Da Treviso, dalla Spagna, dalla Cina: i fitofarmaci illegali e le materie prime necessarie per produrre quelli contraffatti arrivavano in provincia di Napoli dalle località più disparate. E non si tratta di prodotti semplicemente contraffatti ma di veri e propri veleni, come, ad esempio, il Dormex. Bandito in Europa, prodotto in Cina, importato clandestinamente, finiva sugli ortaggi per indurne la maturazione. Con i rischi per la salute immaginabili.

Soddisfazione del ministro dell’Agricoltura, Mario Catania, per l’esito delle indagini contro il traffico illecito di agrofarmaci in Campania da parte del Nucleo Antifrodi dei Carabinieri delle Politiche Agricole e Alimentari che hanno dato esecuzione, nelle scorse ore ad un’ordinanza emessa dal gip presso il Tribunale di Napoli a carico di 24 persone, 7 delle quali sottoposte ad arresti con custodia in carcere, 11 agli arresti domiciliari e 6 all’obbligo di dimora. Le indagini, condotte in collaborazione con il Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata, hanno portato al sequestro di oltre 140 tonnellate di agrofarmaci (formulati e sostanze attive), per un giro d’affari stimato in oltre 2.000.000 di euro solo nell’ultimo anno. I soggetti coinvolti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere, contraffazione di prodotti industriali, ricettazione, riciclaggio e abusiva commercializzazione di agrofarmaci.

L’inchiesta, che nasce nell’ambito di alcuni controlli sulla tracciabilità dei prodotti biologici, ha evidenziato una fitta rete di commercializzazione illegale di prodotti fitosanitari contraffatti e/o di provenienza furtiva – irregolari, riconducibile ad un gruppo criminale ben organizzato e strutturato su una rete commerciale internazionale e nazionale che ha approvvigionato ingenti quantitativi di ”sostanze attive”, in parte non commercializzabili in Italia ed in alcuni casi in tutta Europa, utilizzate per confezionare ”formulati” contraffatti nella forma (recipienti, etichette, chiusure) e nel contenuto.

La struttura criminale agiva su tre livelli: il primo riguardava il procacciamento delle ”materie prime” (formulati, sostanze, contenitori, etichette false) anche mediante importazione di sostanze attive provenienti dall’estero, alcune delle quali vietate in Italia; il secondo provvedeva alla trasformazione delle sostanze nei prodotti finali; il terzo era costituito da commercianti-acquirenti che acquisivano il prodotto con un prezzo ribassato dal 20 al 50% rispetto ai prodotti originali, senza garanzie qualitative. La banda che produceva fitofarmaci contraffatti faceva uso, in particolare, di tre principi attivi vietati in tutta l’Unione europea: il Paraquat dicloruro, il Trifluralin e il Dormex. I prodotti più richiesti, a base di Paraquat dicloruro, erano il "Seccatutto", un potente diserbante, e il "Gramoxone".

I traffici della banda sgominata oggi sono documentati da centinaia di intercettazioni telefoniche dalle quali si comprende come tutti fossero perfettamente a conoscenza della tossicità delle sostanze comprate e rivendute, alcune delle quali erano anche scadute e dunque ancora più rischiose.
Ecco la lista delle persone arrestate oggi dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sui fitofarmaci contraffatti: Agostino, Luigi e Francesco Borriello, di Torre del Greco (Na); Carlo Panariello, di Torre del Greco; Michele Troiano De Cia, di Foggia; Domenico Simone, di Cerignola (Fg); Pasquale Gelsi, di Foggia; Maurizio Paletti, di Brescia; Vincenzo Raia, di Somma Vesuviana (Na); Giorgio Conte, di San Sebastiano al Vesuvio (Na); Pietro Comperchio, di Cerignola; Giovanni Battista Amoroso, di Vittoria (Rg); Mario Tuccillo, di San Gennaro Vesuviano (Na); Pasquale Binco, di Casal di Principe (Ce); Andrea Mauriello, di Ortanova (Fg); Gianandrea Cunial, di Treviso.
(Fonte foto: Rete Internet) 

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