L’insulto di ieri dei cassintegrati e licenziati dell’indotto, rivolto all’ad di Fiat-Chrysler, riapre la ferita delle divisioni sindacali e del problema di chi non riesce a rientrare nelle fabbriche automobilistiche italiane.
I commenti che girano nel web non sono stati certo teneri. Anzi, l’ultima iniziativa dei Cobas del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat di Pomigliano in qualche caso ha pure suscitato indignazione.
Fatto sta che ieri pomeriggio i militanti dei Comitati di base si sono presentati davanti al cancello della fabbrica della Panda indossando una maglietta ormai tristemente nota, quella t-shirt nera dell’ultrà Gennaro De Tommaso, detto Genny ‘a carogna, che ha fatto il giro di mezzo mondo grazie alla scritta “Speziale libero”. E sotto il cupo slogan ultrà i Cobas hanno piazzato un’altra frase, stavolta in tema Fiat: “Marchionne dimettiti: il tuo piano è un bluff ”. Il riferimento è all’ultimo piano industriale, l’ennesimo in dieci anni, presentato la settimana scorsa dall’amministratore delegato di FCA (acronimo di Fiat-Chrysler Automobiles), a Detroit.
Piano che non ha incontrato i favori della finanza mondiale. Ma la dimostrazione anti Marchionne di ieri ha riservato altre “sorprese ”. Ieri i Cobas, un piccolo gruppo di operai provenienti dal polo logistico di Nola ( 316 addetti tutti in cassa integrazione a zero ore, da sei anni di fila ), hanno anche “sfoggiato” un lungo striscione con dei manifesti che riproducono uno strano fotomontaggio: il corpo tatuato di Genny detto ‘a carogna, vestito con la famigerata maglietta ma con il viso di Marchionne e la scritta “ Marchionn, ora chi è ‘o carogn?”.
Lo striscione è stato steso lungo la cancellata del varco numero due, mentre gli operai che si avvicendavano tra il primo e il secondo turno di lavoro assistevano alla scena. “Quella scritta, Speziale libero, per noi è stata solo una provocazione – replica Mimmo Mignano, ex operaio licenziato dalla Fiat, Cobas – ci chiediamo se chi proclama piani fasulli illudendo decine di migliaia di operai sia o meno meritevole di stima”. Intanto i sindacati sono senza parole.
“Questa dei Cobas non è stata una buona operazione di marketing per il nostro territorio – commenta Giuseppe Terracciano, segretario della Fim di Napoli – altrove Marchionne grazie ai suoi investimenti viene trattato con un benefattore ma qui, invece…”. “Non voglio commentare ciò che è successo perché non si può – aggiunge Giovanni Sgambati, segretario della Uilm Campania – penso piuttosto alla soluzione delle vertenze: dopo la soluzione del rinnovo contrattuale, prevista per il prossimo 20 maggio, dovremo comprendere il futuro del polo logistico di Nola e della Marelli di Poggioreale”.
“Il piano industriale di FCA – conclude Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – è l’occasione di rilancio che anche la Campania aspettava: non ce la faremo sfuggire”. Ma la Fiom è scettica: “Il piano Marchionne è una scatola vuota”.





