Nel Napoletano un piccolo commerciante si toglie la vita subito dopo un provvedimento capestro dell’Ispettorato. Eduardo De Falco lascia moglie e tre figli.
Una famiglia perbene, un uomo perbene. Tre figli. Il primo di 14 anni e due gemellini di 6 anni. La moglie lo aiutava nell’attività che mandava avanti a Casalnuovo, una pizzetteria nel centro della città, lo Speedy Pizza al corso Umberto.
Un aiuto necessario, indispensabile, quello offerto per forza di cose dall’amata consorte, che però l’Ispettorato del Lavoro ha fatto pagare caro a Eduardo De Falco, 43 anni, di Pomigliano. Ha fatto pagare molto, troppo caro. Gli ispettori sono entrati nella pizzetteria un paio di giorni fa: “Sua moglie lavora al nero: adesso lei deve pagare duemila euro di multa, che arriveranno a 9mila se non versa la somma entro domani”.
Domani, cioè oggi. Eduardo non c’ha pensato su più di tanto. Stamattina, prima di andare al lavoro, si è chiuso nella sua auto e dopo aver piazzato lo scappamento all’interno dell’abitacolo ha acceso il motore. Pochi minuti. Una morte lenta, silenziosa. Il silenzio degli innocenti che lo Stato sta uccidendo ogni giorno. I killer si chiamano Tares, Iva, Inps e tante altre gabelle. Un cane che si morde la coda. La crisi non fa sconti. I soldi non girano e i piccoli commercianti non riescono a far fronte alle imposte.
E le banche non concedono prestiti. Mentre Equitalia ti sta addosso come peggio non potrebbe fare un brutale segugio affamato. Comuni, Provincia e Regione, poi, non t’ascoltano neppure. In questo deserto muore l’ennesimo uomo onesto. Eduardo De Falco era il fratello di Arcangelo, ex rsu della Fiat, stimato militante della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici guidato da Maurizio Landini, l’organizzazione di cui Arcangelo è componente del direttivo provinciale. Ieri nella sala mortuaria del rione Paciano, a Pomigliano, hanno rivolto l’estremo saluto ad Eduardo anche tanti amici e compagni della Fiat di Pomigliano.






