Relazione di una passeggiata al centro storico respirando arte e raggiungendo il Chiostro di Santa Chiara per un appuntamento internazionale: il World Press Photo 2012, in città fino al 13 gennaio. FOTOGALLERY
Dovremmo ricordarcelo più spesso. Il centro storico di Napoli è pieno di risorse, pieno di botteghe artigianali, pieno di monumenti e musei. E’ incredibilmente affascinante notare che i ragazzi questo lo sanno.
Al di là di cosa prevedono i modi di dire, i giovani napoletani lo sanno bene che il centro storico di Napoli ha tanto da offrire. Ancora una volta coloro che spesso dimenticano tutto ciò sono gli amministratori pubblici. In risposta alla necessità di stimolare le curiosità intellettuali di tanti cittadini attenti alla cultura e all’arte è in mostra fino al 13 gennaio presso il Complesso Monumentale di Santa Chiara la più importante mostra internazionale di fotogiornalismo. A quanto pare un appuntamento importante in tutto il mondo. E’ a Napoli in questi giorni, nel cuore antico delle tradizioni artistiche, tra le chitarre, i violini e i tamburelli, tra le edicole votive e i monumenti che odorano di memorie.
Il World press photo 2012 è un’esperienza da vivere, in una sala meravigliosa con le vetrate che affacciano in uno dei cortili più famosi d’Italia: il chiostro di Santa Chiara. “Il World Press Photo si conferma una produzione culturale di grande spessore, dove la fotografia in rassegna, sovente specchio delle contraddizioni del nostro pianeta e delle problematiche sociali che ne derivano, motiva fortemente ogni ‘appuntamento’ con chi, oltre confine, ha osservato da vicino un’altra realtà e la ripercorre insieme a noi, non solo attraverso la forza delle immagini ma con le parole dell’esperienza”. Si legge così nel testo di presentazione dell’iniziativa. Un appuntamento che, collocato nell’atmosfera del borgo antico napoletano, ci fa riflettere su quanto questa città senta la necessità di bere vitalità.
Una sete d’arte e di rispetto per le potenzialità delle culture mondiali. Il biglietto costa poco, sette euro per i visitatori e cinque per gli studenti universitari. Con una piccola aggiunta poi, è possibile visitare con cura anche le infinite risorse artistiche del chiostro maiolicato. Il punto non è solo l’occasione di visitare la mostra, ma è anche quello di godere delle boccate d’aria pulita che vengono offerte a Napoli. Riflettendoci, la sensazione che si prova presentandosi a questi appuntamenti artistici napoletani è quella di una volontà ottimistica di crescita. Una crescita che deve fare i conti quotidianamente con i disagi e con i tremendi luoghi comuni. Napoli non ospita l’arte, Napoli la insegna.
Ci sono persone che non sanno ad esempio, che a pochi metri dal complesso c’è il Cristo Velato, una scultura unica, di una bellezza destabilizzante, un’opera che riposa in una cappella piena di affreschi e statue che lasciano senza fiato visitatori da tutto il pianeta. Tutto questo non a Firenze, non nella città del Vaticano, tutto questo a Napoli, nei vicoli antichi. In attesa dei cambiamenti che questo nuovo anno apporterà nella vita di ognuno di noi, non dovrà mancarci l’ottimismo, un atteggiamento positivo e vitale che può essere favorito anche dal visitare mostre interessanti come questa descritta, senza rimanere fermi a lamentarsi o a contare pezzi di macerie delle mancate opportunità. Le iniziative buone vanno evidenziate, esattamente come le notizie buone, per dissetare la nostra voglia di crescita e di ottimismo.
Dovremmo dissetarci con la notizia, ad esempio, dell’arresto del boss Antonio Mennetta avvenuto venerdì, ma questa è un’altra storia. Tornando alla mostra, va detto che laddove si presenta la possibilità di crescere aprendo la propria mente a scenari mostrati in quelle foto da tutto il mondo, diventa molto più semplice ristabilire un contatto armonico anche con la propria realtà locale. Senza dubbio andrebbe favorita l’accoglienza di mostre di tale portata, poiché si consentirebbe l’afflusso di turisti, e quindi di guadagni economici, ma soprattutto aumenterebbe la percezione di sicurezza del contesto urbano, fin troppo svilito da atteggiamenti pericolosi di coloro che, come tipologie di foto, conoscono solo quelle segnaletiche.
Molti giovani lo sanno, quelli perbene, quelli ottimisti, quelli che difendono la propria identità partenopea, molti altri ancora non sono a conoscenza del fatto che anche una mostra internazionale è possibile a Napoli. C’è e va propagandato l’invito, così come l’atteggiamento ottimistico. Una mostra silenziosa e affascinante in una sala che, tra dipinti e affreschi antichi, è già preziosa di per sé. C’è anche la foto del vincitore del World Press photo del 2012, il fotografo Samuel Aranda, con la foto di una moderna visione della Pietà di Michelangelo, rivisitata attraverso un’istantanea rubata nell’epoca contemporanea. E’ la scena di una madre che abbraccia suo figlio, un attimo ben descritto nel testo di spiegazione dell’immagine:
“Fatima al-Qaws abbraccia e culla suo figlio Zayed, che soffre per gli effetti dei gas lacrimogeni dopo aver partecipato ad una manifestazione di piazza, a Sanaa, Yemen, il 15 ottobre. In quel momento sono in corso le proteste contro i 33 anni di regime autoritario del presidente Ali Abdullah Saleh. Testimoni raccontano che in migliaia hanno marciato verso la via principale della città Zubairy Street, ma quando hanno raggiunto il posto di blocco governativo presso il Ministero degli Affari Esteri è iniziata la guerriglia. Almeno 12 persone sono state uccise e circa 30 ferite. La Signora Qaws, coinvolta in prima persona nella resistenza al regime, riesce a trovare il figlio, al secondo tentativo di ricerca, tra i feriti di una moschea utilizzata come ospedale da campo temporaneo”.
Varie categorie di illustrazioni e molte le foto presenti, ognuna con la sua descrizione. Tanto per averne un assaggio, alcune immagini sono proposte anche nella galleria alla fine di questo pezzo. L’appuntamento è di quelli da non perdere. Tanti ragazzi presenti in quella sala, ma non solo, qualche giorno fa tra una foto e l’altra c’era anche una signora che scrutava le particolarità di quelle immagini, una persona in mezzo a tante altre che giravano la testa da un lato e dall’altro per guardare meglio quelle stampe. Nella confusione magari, è possibile che i molti presenti non ci abbiano fatto nemmeno caso a quella donna, o magari qualcun altro si sarà fermato a sorridere pensando a quanto è bella questa città, quella in cui tra le tante visitatrici che osservavano le foto, ce ne era una un po’ più speciale, la Signora Clio, moglie del Presidente della Repubblica Italiana.






