Al Pan 44 giovani artisti per rappresentare la “Nuova Immagine Napoletana”: attorno a un nome femminile una selezione di dipinti, sculture, installazioni, fotografie, video-opere e performance.
La creatività partenopea prova a fare il punto, lanciando una piattaforma di dialogo e progetto. Da dove ripartire? Da «Nina», un prenome femminile, anche acronimo di “Nuova Immagine Napoletana”, la nuova mostra presentata dall’Accademia di Belle Arti in collaborazione con il Comune di Napoli, negli spazi istituzionali del PAN (Palazzo delle Arti Napoli).
Fino al 13 gennaio un’esplosione di linguaggi ed energie: dipinti, sculture, installazioni, performance, fotografie, video, per raccontare, nella varietà dei temi e degli spunti, una realtà che è più o meno sempre la stessa. Napoli, naturalmente. Metropoli multiforme e instabile, in cui la storia e il futuro s’incastrano e collidono, generando la scintilla calda di un presente di caos, pathos, bellezza e fatica. La mostra, infatti, intercetta a largo raggio ciò che di qualitativamente importante è maturato all’interno della formidabile azione formativa di scuole e di laboratori dell’Accademia, che poi si impone sul campo della creatività attuale.
L’evento espositivo vedrà la partecipazione di 44 artisti con 84 lavori: selezionati secondo il criterio della qualità delle opere e confermando ancora una volta la semplice constatazione di come sia vero che attorno ai primi anni di un secolo ruotino le maggiori novità che lo segnano. E allora se leit motive dell’arte, lontana nel 2013 dall’essere "fine a se stessa", è quello di ribaltare schemi, rispondere con innovazione all’allarme crisi e sottrarre al già visto e al già fatto la freschezza del rinnovamento, Nina risponde con puntualità a questi requisiti. Con energie nuove e nuove leve.




