Lettera di chiarimento su area privata in località Boschetto

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L’assessore Di Perna contesta un nostro articolo sul “fosso” in zona Boschetto e chiede rettifiche. Risponde il direttore Luigi Pone.

Mi permetto di rispondere all’articolo comparso sulle pagine de “Il Mediano” il giorno 04/09/2012 in qualità di Assessore con delega al Patrimonio del Comune di Sant’Anastasia. Molte delle informazioni contenute circa l’area in oggetto sono false e tendenziose, ma soprattutto danno l’idea di un paese abbandonato a se stesso.

Niente di più falso, almeno da un paio di anni a questa parte! E il quartiere Boschetto, da questa amministrazione ritenuto punto nevralgico del rilancio e della cura del territorio, ne è l’esempio più calzante. Alberi finalmente curati periodicamente, marciapiedi puliti e “praticabilissimi”, rotonde istituite con segnaletica e arredo adeguato. Come l’area storicamente abbandonata, situata di fronte a quella in questione, che è stata in questi giorni completamente ripulita (per la seconda volte in due anni) e a breve sarà adibita a parco giochi grazie ad un finanziamento richiesto.

Perché avremmo dovuto allora abbandonare il cosiddetto “fosso”? Semplicemente perché l’area non è di nostra proprietà, o meglio non lo è ancora, in quanto daremo mandato agli uffici di procedere alla procedura di acquisizione, non appena il Consiglio di Stato si sarà pronunciato sul contenzioso in atto, che già ha visto il Comune avere ragione nei primi due gradi di giudizio. Per quanto riguarda la pulizia e il ripristino dello stato dei luoghi, si è provveduto a riprendere l’ingiunzione fatta già qualche anno fa a chi detiene la proprietà, tale ditta ATA srl, e non SO.FI.COOP., e siamo pronti anche, se sarà possibile, ad agire in danno. Questo vorrà dire impegnare risorse ingenti sul Bilancio dell’Ente, in attesa di un recupero.

Al di là però del merito, mi sorprende non che qualche cittadino, miope o in mala fede, abbia voluto dare colpe inesistenti all’amministrazione, ma che l’abbia fatto chi è o dovrebbe essere deputato a fare informazione, a dare notizie e non a denigrare un territorio e una comunità già troppo martoriata negli anni.
Chi si può lamentare delle condizioni del quartiere Boschetto oggi? Dell’area dove è collocato il “laghetto”? Delle strade, che finalmente non presentano più buche o avvallamenti pericolosi? Delle caditoie, finalmente posizionate per far in modo che i parchi posizionati a valle non ricevano più quantità enormi di acqua piovana in periodi particolarmente piovosi? Dello spazzamento, a volte anche pomeridiano, di strade e marciapiedi? Beh, penso proprio nessuno!

Permettetemi infine di bollare come false anche le informazioni storiche circa l’abuso che ha generato l’abbandono… In realtà, se vogliamo individuare colpe per questo scempio, dobbiamo risalire ad una concessione edilizia negata nell’ottobre 1995, ben prima della famigerata legge sulla Zona Rossa, per mancanza del Piano Regolatore (e quindi per colpa della politica!). Forse se fosse stato completato il piano di zona così come previsto, oggi non staremmo qui a lamentarci. O forse no, perché ci sarà sempre chi si lamenta, o che addirittura spera che le cose non migliorino, mai!

Chiedo pertanto, a nome dell’amministrazione e della comunità anastasiana “positiva” e non disfattista, di correggere le informazioni contenute nell’articolo, e se possibile, nel futuro, di ascoltare voci ‘istituzionali’ prima di sentenziare gratuitamente. Noi, a testa bassa, continueremo a poco a poco a migliorare DAVVERO il nostro territorio.

Risponde Luigi Pone
Leggere le precisazioni dell’assessore Di Perna ci fa sempre piacere (una precedente lettera è stata pubblicata per smentire le accuse del PD sul Bilancio).
Quella di oggi è pregna di una certezza: chi scrive è assolutamente convinto di essere il portatore indiscusso della verità. La quale, come tutte le volgari cose terrene, è di parte, insidiosa e omissiva.

Mi soffermo sull’interessante articolo di Rita Terracciano solo per un aspetto: in quel pezzo si è parlato del “fosso” e dei rischi connessi, e le foto (incontestabili!) lo testimoniano. Nessuno ha messo sul banco degli imputati la zona Boschetto, così ben descritta dall’assessore nella sua missiva a noi indirizzata.

La lettera è insidiosa perché definisce false le informazioni riportate (ci sta accusando quindi, di aver manipolato quelle foto? Suvvia assessore, sia serio!). Ed è omissiva perché l’accalorato amministratore non dice – anche se sa – che la nostra redattrice ha più e più volte contattato il sindaco Carmine Esposito, il quale ha preferito evitare ogni intervento sulla questione.
Questi sono i fatti assessore, e non c’è verso di cambiarli, malgrado il suo rammarico.

PS
Sorvolo sulla richiesta fatta a nome dell’amministrazione e addirittura dell’intera comunità anastasiana, di correggere le informazioni contenute nell’articolo. Lì, intravedo germi di onnipotenza e di solito faccio fatica a confrontarmi con chi la ostenta a sprezzo del ridicolo.

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