Ieri adesione massiccia allo sciopero contro i licenziamenti proclamato dai sindacati confederali. Chiusi gli ipermercati di Afragola, Quarto e Avellino. Picchetti al parcheggio di Afragola gestito da un privato.
Tre ipermercati chiusi nello stesso giorno, saracinesche abbassate e poca gente nei centri commerciali della Campania. Ieri lo sciopero indetto dai sindacati confederali nei negozi della Ipercoop Tirreno ha messo a nudo i mali di un settore in pericolo. Sono 250 i licenziamenti annunciati dalla cooperativa livornese Unicoop, che detiene il controllo della catena Ipercoop regionale. La stragrande maggioranza dei tagli ( 225 ) potrebbe spazzare via gli organici dell’iper di Afragola, intera struttura compresa, che al termine della procedura di mobilità, l’8 agosto, potrebbe chiudere per sempre i battenti, a 14 anni dalla sua apertura. Ma anche tutti gli altri lavoratori dislocati nei vari negozi campani sentono il fiato della crisi sul collo.
Timori che ieri hanno spinto la maggioranza degli addetti degli Ipercoop di Quarto e di Avellino ad aderire allo sciopero proclamato da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Ultucs-Uil: serrata per quasi l’intera giornata anche nei due impianti flegreo ed irpino. Nessuna chiusura, invece, nei supermercati Ipercoop di Napoli-Arenaccia e di Santa Maria Capua Vetere. C’è divergenza d’opinione tra i confederali e l’Usb, l’Unione dei sindacati di base, che ha più volte giudicato “ impropria la soluzione degli scioperi in un contesto che invece richiederebbe un ambiente sereno e quindi in grado di accogliere l’arrivo delle cooperative emiliane”.
Il problema è che però il preannunciato piano di salvataggio attraverso il rinforzo di Coop Estense e Coop Adriatica, reso noto un mese fa dalla stessa Unicoop , sembra assumere sempre più i connotati di un’ipotesi lontana. Mentre il conto alla rovescia della procedura di mobilità appare come l’unica prospettiva concreta. Cosa che ieri ad Afragola ha dato il via a scene di tensione. Sequenze di lotta per la sopravvivenza. Poco dopo le undici del mattino un centinaio di addetti dell’ipermercato, nel frattempo chiuso per sciopero, escono dal centro commerciale e puntano sul parcheggio antistante, un’area a pagamento gestita da qualche anno dalla ditta privata di vigilanza che sorveglia anche l’impianto della grande distribuzione. Il blocco è immediato. Due cordoni, formati prevalentemente da donne, ostruiscono gli accessi al parcheggio.
“Così imparano a vedere come rischiamo di finire in mezzo alla strada”, la stizza di un’addetta alle vendite. Il parcheggio a pagamento non è mai stato visto di buon occhio dalle maestranze dell’Ipercoop. “E’ uno scotto pagato alla politica – spiega un altro lavoratore – crea problemi alla libera affluenza nell’aera del centro commerciale e riduce la clientela, che non vuole certo pagare la sosta per andare a fare la spesa”. I picchetti sono controllati da una pattuglia di agenti del commissariato di Afragola. A un certo punto la scena più toccante. I manifestanti si riuniscono in cerchio sull’accesso meridionale del centro commerciale. Si stringono in un minuto di silenzio.
“Ricordiamo il nostro amico Amerigo”, annuncia dal megafono un’attivista sindacale. Giù applausi e lacrime. Amerigo era un lavoratore della vigilanza, scomparso appena l’altro giorno. Una solidarietà che è la dimostrazione dei legami che si sono creati in una realtà produttiva di peso ma che rischia di svanire. Poco dopo l’una del pomeriggio la fine delle ostilità. Oggi l’Ipercoop di Afragola chiuderà a partire dalle 12 e 30, a causa del blocco dello straordinario. Venerdi 5 luglio ci sarà l’ultimo esame congiunto tra azienda e sindacati, sempre ad Afragola. In caso di mancato accordo il confronto si sposterà alla Regione. A quel punto resteranno altri 30 giorni di tempo per trovare una quadra.

