Lo “sciopero antibanche” annunciato in una locandina. Da stamane no all’uso dell’aggeggio elettronico da parte di tremila negozianti iscritti all’Aicast. La protesta è organizzata in vari comuni dell’hinterland napoletano.
I commercianti si ribellano con una protesta ingegnosa: offrono sconti sugli acquisti se il cliente non chiede di pagare con bancomat o carta di credito. In Campania inizia dunque dall’hinterland napoletano la battaglia contro il Pos, il dispositivo elettronico che consente di accettare pagamenti tramite carte di credito, di debito e prepagate.
L’Aicast, l’associazione dei commercianti più rappresentativa della provincia, ieri ha infatti annunciato l’avvio, a partire da stamattina, di una campagna contro l’obbligo degli esercenti di dotarsi del meccanismo bancario per i pagamenti oltre i 30 euro. Funzionerà così: ogni negozio offrirà uno sconto sugli acquisti al cliente che pagherà in contanti e che quindi rinuncerà ad avvalersi delle disposizioni di legge, che obbligano il commerciante, per i pagamenti oltre la soglia fissata, a dotarsi del Pos e a metterlo a disposizione del consumatore che ne fa richiesta.
Per il momento lo "sciopero” anti pos sarà messo a segno in via sperimentale a partire da oggi presso gli esercizi dei 3mila iscritti Aicast distribuiti nei comuni di Pomigliano, Castello di Cisterna, Casalnuovo, Brusciano, Caivano, Casoria, Crispano, Cardito, Frattaminore e Volla. Ma l’obiettivo non è solo di stimolare i consumatori a continuare a preferire il tradizionale pagamento in contanti. “Siamo stanchi di pagare sempre noi i costi di scelte sbagliate e assurde – spiega Felice Califano, presidente regionale dell’Aicast – un Pos ci costa non solo in termini di transazione ma anche di noleggio: perché dobbiamo pagare le banche, perché dobbiamo sempre rispettare leggi costruite per favorirle?”.
Secondo quanto riferisce Ciro Esposito, presidente del Caip di Pomigliano, l’organismo locale dei commercianti associato all’Aicast, questa non è una protesta fiscale. “Noi non diciamo – puntualizza Esposito – che non vogliamo effettuare pagamenti elettronici perché vogliamo evadere il fisco. Noi – chiarisce l’esponente degli esercenti – chiediamo che vengano azzerati i costi del Pos: no al pagamento delle transazioni e no al pagamento del noleggio di questa macchina”. Lo sconto che sarà offerto ai clienti che rinunceranno al pagamento con le carte varierà di negozio in negozio: ogni commerciante stabilirà la sua agevolazione. A ogni modo sono pochissimi ancora i negozianti che si sono dotati dell’aggeggio elettronico.
“Dei nostri 10mila iscritti – conferma Califano – sono solo il 10%”. La legge specifica è ambigua perché fissa la data di scadenza dell’obbligo di dotazione della macchina, il 30 giugno, ma non stabilisce nessuna ammenda per i trasgressori. Quindi la domanda è d’obbligo: se domani, durante la protesta dell’Aicast, i clienti dovessero comunque rivendicare il rispetto della legge e quindi volessero in ogni caso pagare con le carte, quale potrebbe essere la reazione dei commercianti? “Questo è un bel punto interrogativo – risponde Esposito – a cui nessuno può dare risposta”.

