Da oggi a domenica la tre giorni di mobilitazioni per denunciare lo stato delle cose nelle aree martoriate dal disastro ambientale. Gli attivisti dei comitati: “Decreto sulla terra dei fuochi fallimentare”.
Come lo sbarco in Normandia, per liberare la nostra terra dall’omertà, dai silenzi che troppo spesso caratterizzano l’inazione dei cosiddetti ” responsabili”. Presidi, gazebo, occupazioni simboliche di municipi. Testimonianze per far sapere a tutti che il decreto sulla Terra dei Fuochi si è rivelato solo una carta scritta. Dappertutto giungono segnalazioni di un ritorno del triste fenomeno dei roghi di rifiuti. Foto e commenti si sprecano nel web.
Da Pomigliano ad Afragola, da Marano ad Aversa, lungo le arterie a scorrimento veloce è tutto un susseguirsi di cupe colonne di fumo. Intanto non si fermano gli sversamenti di schifezze d’ogni sorta nei terreni coltivati, sul margine delle coltivazioni, sotto i ponti stradali e ferroviari. Una nuova emergenza che ha spinto gli ambientalisti a puntare la mobilitazione, da stamane e fino a domenica, in varie città, Napoli compresa.
“A sei mesi dal Fiumeinpiena, dal corteo dei 100mila di Napoli ai suoi affluenti sui territori, vi mostreremo lo stato dei luoghi di discariche e sversamenti illegali”, scrivono i militanti del Coordinamento Comitato Fuochi. Le postazioni di gazebo sono state montate nei comuni di:Afragola, Caivano, Frattamaggiore, Giugliano, Acerra, Orta di Atella, Grumo Nevano, Lusciano, Boscoreale, Casalnuovo, Arzano, Castel Volturno, Caserta, Mondragone, Casal di principe, S. Cipriano, Succivo, Cesa, S. Arpino, Marigliano, Marcianise e Napoli. Ma l’iniziativa è destinata a espandersi proprio in queste ore.




