Home Territorio Passeggiate vesuviane L’UNDICESIMO SENTIERO DI “PASSEGGIATE VESUVIANE”

L’UNDICESIMO SENTIERO DI “PASSEGGIATE VESUVIANE”

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L”ultimo sentiero ufficiale del parco Nazionale del Vesuvio. Un compendio della natura Vesuviana ma anche dei suoi mali.

Terminiamo, si spera temporaneamente, il nostro viaggio lungo gli undici sentieri del Vesuvio; abbiamo seguito la sentieristica ufficiale con l”intenzione di avvicinare le persone a un escursionismo attivo e consapevole. Lo scenario che abbiamo trovato è stato sempre dei più entusiasmanti soprattutto quando ci siamo inoltrati in alto tra le nuvole del cratere o tra i boschi del Somma. Purtroppo a quote più basse (ma non solo) lo scempio delle pinete raggiunge livelli intollerabili e spesso ci ha lasciato sgomenti lo spettacolo delle discariche legali e abusive trovate lungo il nostro tragitto.

Per questo motivo l”intenzione di limitarmi alla semplice guida è spesso sfociata nella denuncia delle brutture che attanagliano il Vulcano, di questo me ne scuso chiamando in causa l”amore per i miei luoghi e il diritto di cronaca, che mai come in questo caso risulta oltremodo un dovere.

Il sentiero numero 11 denominato la Pineta di Terzigno è facilmente raggiungibile per chi si muovesse in auto (ma non mancano collegamenti con la Circumvesuviana), si userà ancora la SS268 che ad anello percorre tutto il Vesuviano fino ad Angri; usciamo anche stavolta a Ottaviano seguendo la stessa strada che ci ha condotti al vallone della Pròfica a San Giuseppe (si segue la via principale di Ottaviano Via Seggiari/Roma). Giunti a Santa Maria alla Scala quindi si prosegue ancora in rettilineo lungo via Zabatta fino a Terzigno in località Campitelli Nuovi. All”altezza di un bar tabacchi (sinistra) s”imbocca sulla destra via vecchia Campitelli che in salita arriverà, dopo poche centinaia di metri, all”imbocco del sentiero, riconoscibile per segnaletica del Parco e per alcune istallazioni di giochi per bambini ad esso adiacenti.

La particolarità del numero undici sta nel fatto che è stato immaginato a completa fruizione dei portatori di handicapp, questo grazie a un percorso su pedana, un passamano e una cartellonistica in Braille per i non vedenti. Il percorso si inoltra brevemente (1,5 km circa) nella splendida pineta di Terzigno e prevedeva anche, almeno sulla carta, una sorta di orto botanico delle essenze vesuviane battezzato Il Giardino dei colori e dei profumi, dei quali però, se si escludono quelli dei sacchetti e i miasmi della discarica di Pozzelle, non se n”è avuto sentore alcuno.

Quest”articolo ha stavolta, oltre che il valore del commiato, anche quello del beneficio dell”inventario, ci risulta in effetti difficile consigliare senza remore d”affrontare un itinerario completamente in balia del teppismo e la non curanza. La summenzionata pedana in legno versa in condizioni pietose e risulta pericolosa per chiunque la percorra. La spazzatura regna poi sovrana, buste e bottiglie di plastica, residui di gaudenti scampagnate, monitor di computer e pezzi di carrozzeria decorano l”ambiente circostante, mentre le famigliole s”intrattengono nei vicini giochi e mentre, come se niente fosse, c”è chi si allena correndo e facendo slalom tra il pattume e le coppiette.

È un peccato chiudere in questo modo la nostra avventura vesuviana ma si spera che le cose cambino prima o poi e soprattutto che cambino taluni atteggiamenti da parte della gente e soprattutto delle autorità, piuttosto inerti davanti al lordume che invade il territorio da loro amministrato. Non resta che salutarvi, sperando d”aver fatto un utile servizio e rimandandovi a settembre per la scoperta di nuovi e in parte sconosciuti itinerari vesuviani.