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 Dalla prima domenica d’Avvento, fino al 2 febbraio, chi visita il Santuario di Madonna dell’Arco ha una opportunità imperdibile: quella di ammirare il magnifico presepe poliscenico nelle antiche cantine del convento Domenicano. Un percorso magico lungo il quale sono allestite diverse scene presepiali con pastori a grandezza naturale, opere d’artigianato artistico e un presepe in miniatura che cambia luci simulando il passaggio dal giorno alla notte.

 L’esposizione odierna arriva da una tradizione molto antica, precisamente dal 1897 quando i frati pensarono di allestire, nei locali attigui alla sacrestia, un prezioso presepe all’interno di uno scarabattolo, ossia un’antica teca. Nel 1945 furono i frati studenti ad allestire uno scenografico presepe nella cappella laterale della navata centrale dedicata a San Domenico. Quel presepe però dovette trovare un’altra sistemazione solo pochi anni più tardi: nel 1948 al Santuario fervevano i lavori di ristrutturazione e così l’artistico presepe fu realizzato nella cappella del Santissimo Rosario. Che la tradizione e l’amore dei frati per i presepi siano rimaste intatte nel corso dei decenni è palese, dunque. Ma l’incipit di quell’esposizione che ancora oggi fa sgranare gli occhi ai bimbi e affascina chiunque vi sia passato risale al 1958, quando cioè padre Attilio Cassano realizzò un presepe artistico che qualche anno più tardi, ingrandito e abbellito da altre scene compresa una maestosa cascata, trovò degna collocazione nell’antico refettorio del convento per essere poi ancora spostato nelle cantine. L’unico luogo cioè che ne avrebbe consentito l’ampliamento, ancora oggi in corso. Ed è appunto nelle cantine che fu abbellito con scene a grandezza naturale: l’Annunciazione, la Visita di Maria a Santa Elisabetta, la presentazione al tempio di Gesù e alcune scene di pastori in una locanda. Con il trascorrere degli anni, nel corridoio laterale sono state realizzate vetrine attraverso le quali è possibile ammirare altre opere donate al Santuario da maestri presepisti. Nel 2001 è in questo luogo che fu ospitata la Mostra d’Arte Presepiale Contemporanea alla quale presero parte nomi di spicco dell’antica arte napoletana. Nel 2004, invece, l’associazione Carafa di Cercola ha allestito e donato al Santuario un’altra meravigliosa struttura presepiale che è andata ad arricchire l’originaria scena della Natività. Ed è da decenni che il Presepe del Santuario attira visitatori da ogni luogo, in molti ricordano anche l’antica usanza di chiuderne il percorso con una grande attrattiva per i bimbi: un ovile con vere pecorelle. Una tradizione per ora messa da parte, ma c’è per gli appassionati d’arte il percorso con l’esposizione permanente e la possibilità di ammirare le grandi scene principiali tipiche napoletane, restaurate come quelle a grandezza naturale, oggi grazie all’impegno di padre Michele Spinali, Domenicano ed artista. Ed è sul percorso d’arte che hanno puntato i Domenicani e il loro Rettore, padre Alessio Romano: «L’intenzione è di ampliarlo ulteriormente, allestendo e pensando a ulteriori scene artistiche nei locali dove ancora ci sono le antiche ed enormi botti – dice padre Alessio – fedeli e pellegrini che oggi arrivano al Santuario possono visitare il Presepe, la più grande collezione al mondo di ex Voto e il Museo allestito da qualche mese nei locali del chiostro dove c’è anche l’antica Farmacia». Fino al 2 febbraio, si può visitare il Presepe di Madonna dell’Arco dalle 17 alle 19, 30 nei giorni feriali, dalle 16, 30 alle 19, 30 in quelli prefestivi e anche al mattino nei festivi (ore 9,00 – 13/16,30 -21,00).