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LITORALE DOMIZIO. “RIVIERA DELLA VERGOGNA”

L”intero territorio è sotto il controllo della camorra, che ne ha fatto un gigantesco sversatoio di rifiuti industriali tossici e nocivi provenienti da tutta Italia. Tutto alla luce del sole.
Di Amato Lamberti

Il litorale domizio è l”emblema della condizione in cui versa il territorio della regione Campania. Praticamente una terra di nessuno, dove lo Stato non c”è, dove ognuno può pensare di fare quello che gli pare, dove l”unica legge è quella della violenza, dove l”unica pratica è quella dell”abusivismo, e che le stesse amministrazioni pubbliche usano come terreno di risulta dove allocare depuratori e discariche di rifiuti e di ogni specie di materiali.

Il paradosso è che si tratta di un”area con enormi potenzialità turistiche ed economiche che potrebbe dare lavoro ad almeno centomila persone e a diverse migliaia di aziende e di imprese. Non stiamo quindi parlando di un”area di risulta, senza prospettive, tagliata fuori da ogni possibilità di sviluppo e di progresso. Stiamo parlando di un”area costiera con lunghe spiagge sabbiose e con alle spalle pinete secolari ed aree archeologiche, come quella di Cuma, di enorme importanza.
Un”area che, anche per le sue caratteristiche, avrebbe meritato progetti di investimento e di sviluppo come quelli che hanno interessato la riviera romagnola e l”intera riviera adriatica con la creazione di poli di attrazione turistica come Milano marittima, Cesenatico, Riccione, Cattolica.

Questi investimenti non ci sono stati e il litorale domizio è stato trasformato nella “riviera della vergogna”, con le spiagge invase da vermi grandi come topi, con il mare più inquinato d”Italia, dove sversano depuratori che non hanno mai funzionato, canali di scolo che raccolgono acque nere di intere città come Marano, Giugliano, Castel Volturno, non dotate di sistemi fognari adeguati.
Gli stessi canali costruiti dai Borboni per la regimentazione delle acque piovane, i Regi Lagni, si sono trasformati in canali fognari a cielo aperto che raccolgono i reflui fognari di migliaia di allacciamenti abusivi e in discariche di ogni sorta di rifiuti provenienti in particolare dalle aziende per l”allevamento di bufale e la produzione di mozzarelle.

Naturalmente tutto quello che i Regi Lagni raccolgono, comprese le carcasse degli animali e i residui di lavorazione delle aziende che trattano scarti di macelleria, finisce a mare in acque che, dati i bassi fondali, diventano putrescenti, d”estate come di inverno. Gli unici a protestare, ogni anno all”apertura della stagione dei bagni e dell”elioterapia, sono gli operatori balneari che pagano per concessioni di spiagge che in molti casi è impossibile frequentare a meno di voler correre il rischio come minimo di dermatiti e ogni sorta di allergie. Il mare è del tutto off limits. Gli abitanti dell”area non inscenano proteste perchè essendo le loro abitazioni quasi tutte abusive temono interventi di controllo e demolizione.

Ma come tutto questo è stato possibile, viene da chiedersi. La risposta è semplice: la camorra. L”intero territorio è sotto il ferreo controllo di cosche malavitose che ne hanno fatto un gigantesco sversatoio di rifiuti industriali tossici e nocivi, sempre pronto per ogni operazione di smaltimento illecito di rifiuti provenienti da tutta Italia. I camion della camorra si muovono tutti i giorni, di notte come di giorno, su questo territorio, nella più totale sicurezza dell”impunità, per scaricare nelle buche appositamente preparate il loro carico di veleni. Per lungo tempo hanno gestito anche discariche di rifiuti solidi urbani, fornite di tutte le autorizzazioni, nelle quali occultavano anche rifiuti tossici. Anche lo Stato, assecondando le decisioni prese dalla camorra, aveva destinato quel territorio non allo sviluppo turistico ma agli affari dello smaltimento dei rifiuti.

Quando lo Stato decise non di togliere le discariche ma di gestirle in proprio attraverso i prefetti, la camorra non si fermò: troppo era l”oro che si poteva ricavare dai rifiuti. Passò semplicemente allo sversamento illegale utilizzando ogni pezzo del territorio compresi i laghetti costieri formatisi con il prelievo abusivo di sabbia per le costruzioni. Nessun pezzo del territorio si è salvato dall”aggressione selvaggia. Oggi è diventato la “terra dei fuochi” perchè continuamente cumuli di rifiuti, anche tossici, sono dati alle fiamme e, di notte, illuminano sinistramente un territorio deserto dove solo la camorra ha il diritto di muoversi ed operare.
(Fonte foto: www.laterradeifuochi.it)

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