La storia dell”Italia del “900, oggi ripercorre gli anni in cui la società era scossa dalle stragi di matrice fascista e da quelle del terrorismo rosso.
Di Ciro Raia
Nel 1973, due avvenimenti internazionali segnano profondamente la vita economica, politica e culturale dell” Italia: la cosiddetta guerra del Kippur e l”avvento del regime militare di Pinochet in Cile. Il conflitto arabo-israeliano introduce nel nostro paese l”austerità e le domeniche a piedi. In seguito alla guerra, infatti, i Paesi arabi aderenti all”OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio), decretano un aumento del prezzo del petrolio ed una contemporanea riduzione delle esportazioni. Il governo italiano, con grande pompa, vara delle misure atte a far risparmiare petrolio e a far diminuire il consumo dell”energia elettrica.
Così, il decreto dell”austerità petrolifera prevede che la domenica non debbano circolare le auto, che le insegne dei negozi, durante tutta la settimana, debbano essere spente un”ora prima del solito, che i cinema e gli altri locali pubblici debbano concludere gli spettacoli entro le ore 23, che la televisione debba terminare le trasmissioni entro le stesse ore 23, che la benzina aumenti di L. 15 al litro ed il gasolio di L. 18 al chilo!
Il cruento colpo di Stato messo in atto, in Cile, dal generale Augusto Pinochet a danno del governo socialista guidato da Salvatore Allende, si ripercuote anche sulla politica italiana. Nel nostro paese, infatti, il segretario comunista Berlinguer accelera il processo di avvicinamento del suo partito all”area governativa, proprio per evitare il rischio di un contraccolpo reazionario (come in Cile) e vara la strategia del “compromesso storico”. Nobile intendimento quello di Berlinguer ma, in realtà, basato su una ipotesi strategica tesa a sottovalutare lo stato di degrado raggiunto dal sistema dei partiti.
Infatti, qualche anno dopo (1981), lo stesso segretario comunista, in una intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica”, dichiarerà: “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, della gente; idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passioni civili zero. Gestiscono interessi, i più disparati, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i rapporti umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune”.
Intanto, mentre è approvata la legge sul finanziamento pubblico dei partiti politici e mantenuta in vigore –in seguito ad referendum- quella sul divorzio, avanza la stagione delle stragi. Le B.R. rapiscono il giudice Mario Sossi e compiono il primo assassinio, trucidando due militanti del MSI padovano: Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci. Come se non bastasse, poi, alcuni attentati procurano numerose vittime: 8 morti e 100 feriti a Brescia, per una bomba scoppiata a Piazza della Loggia; 12 morti e 48 feriti, per una bomba posta sul treno “Italicus“, sulla tratta Firenze-Bologna.
Pasolini scrive che si è creata una sostanziale identità tra la destra e la sinistra, causata dai modelli della società consumistica. L”omologazione, secondo lo scrittore friulano, nasce perchè “non c”è niente che li distingue:in quanto il prodotto di vent”anni di modernizzazione e di consumismo ha creato sintonia tra i giovani e gli adulti, tra borghesi ed operai”.
Inizia la lotta dello Stato contro i terroristi. Viene arrestato il capo storico delle B.R., Renato Curcio, insieme ad un altro storico brigatista, Alberto Franceschini. Entrambi sono “traditi” da uno sconcertante personaggio, frate Silvano Girotto, detto frate Mitra, un infiltrato delle B.R. voluto dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, artefice e protagonista principale della lotta al terrorismo.
(Fonte foto: Rete Internet)



