Tra i tanti fronti sui quali è stata impegnata di recente la chiesa, ricordiamo le polemiche della Lega sul Cardinale Tettamanzi, il monito del Papa sui meccanismi dei media, la solidarietà ai lavoratori Fiat.
Di Don Aniello Tortora
Alcuni avvenimenti di rilievo nazionale e locale hanno impegnato la chiesa negli ultimi tempi.
La Lega, la scorsa settimana, ha sferrato un attacco senza precedenti al cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi.
“Quelli” che hanno “difeso” il crocifisso nelle scuole e negli ambienti pubblici e parlato di “identità culturale cristiana” hanno attaccato il cardinale di Milano “reo”, secondo loro, di aver voluto solo annunciare il vangelo dell”accoglienza e della solidarietà.
Da più parti si è espressa la solidarietà e vicinanza al card. Dionigi Tettamanzi, pastore attento in primo luogo al bene comune della città secondo giustizia, fraternità e solidarietà e alla sorte e alla condizione degli ultimi di ogni nazionalità, religione e cultura.
Al di là di attacchi strumentali preoccupano politiche di esclusione sociale senza soluzioni alternative, che non fanno onore alle tradizioni civili e sociali del nostro Paese. Ma soprattutto deve allarmare ogni forma di incentivazione di sentimenti di paura ed esclusione nei confronti di stranieri ed immigrati, erigendo barriere difensive del proprio benessere. Al contrario, sarebbero invece da promuovere ragionate politiche di accoglienza e integrazione. Non si possono dimenticare l’accoglienza e la solidarietà, valori alti che animano una comunità civile e che fanno parte della tradizione secolare della cristianità e il riconoscimento dei diritti garantiti da norme internazionali.
Martedì 8 dicembre, altro avvenimento, Papa Benedetto in Piazza di Spagna, nell”omaggio all”Immacolata, ha pronunciato un discorso che ha fatto molto riflettere. Riporto qui parte del discorso del Papa:
“Cosa dice Maria alla città? Cosa ricorda a tutti con la sua presenza? Ricorda che “dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia” (Rm 5, 20) – come scrive l’apostolo Paolo. Ella è la Madre Immacolata che ripete anche agli uomini del nostro tempo: non abbiate paura, Gesù ha vinto il male; l’ha vinto alla radice, liberandoci dal suo dominio.
Quanto abbiamo bisogno di questa bella notizia! Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perchè il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula”.
“Nella città vivono – o sopravvivono – persone invisibili, che ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi, e vengono sfruttate fino all’ultimo, finchè la notizia e l’immagine attirano l’attenzione. È un meccanismo perverso, al quale purtroppo si stenta a resistere. La città prima nasconde e poi espone al pubblico. Senza pietà, o con una falsa pietà. C’è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perchè ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto.
I mass media tendono a farci sentire sempre “spettatori”, come se il male riguardasse solamente gli altri, e certe cose a noi non potessero mai accadere. Invece siamo tutti “attori” e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri”.
“Spesso ci lamentiamo dell’inquinamento dell’aria, che in certi luoghi della città è irrespirabile. È vero: ci vuole l’impegno di tutti per rendere più pulita la città. E tuttavia c’è un altro inquinamento, meno percepibile ai sensi, ma altrettanto pericoloso. È l’inquinamento dello spirito; è quello che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi, che ci porta a non salutarci tra di noi, a non guardarci in faccia…
Voglio rendere omaggio pubblicamente a tutti coloro che in silenzio, non a parole ma con i fatti, si sforzano di praticare questa legge evangelica dell’amore, che manda avanti il mondo. Uomini e donne di ogni età, che hanno capito che non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società”.
Un ultimo avvenimento, quello locale.
Insieme al vescovo, a molti sindaci e rappresentanti del sindacato e lavoratori Lunedì 14 dicembre siamo stati in Prefettura a Napoli per consegnare un documento di solidarietà per lavoratori Fiat, sempre in attesa di buone notizie per la loro fabbrica (nella foto lo slogan di un operaio Fiat, ndr).
Il 22 dicembre ci sarà a Roma un incontro di Marchionne con il Governo, per definire il piano industriale.
Vogliamo, tutti, ancora lottare per “gridare” la dignità del lavoro nel nostro territorio e per “costringere” la dirigenza Fiat a fare progetti di giustizia, di pace e non di solo profitto.
(Fonte foto: www.riviera24.it)





