LA “SETTIMANA EUROPEA PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI” E I GIOVANI NAPOLETANI

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    Per una beffarda coincidenza, l’edizione 2010 della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti” (20-28 novembre) ricade in un ennesimo momento di emergenza per la città di Napoli. Di Annamaria Franzoni

    All’inizio della scorsa settimana, la prof.ssa Laura Saffiotti, docente di materie letterarie della classe I i del Liceo Scientifico “G. Mercalli” di Napoli, mentre per raggiungere l’edificio scolastico, che si trova alla Riviera di Chiaia, era costretta a schivare cumuli indecorosi di rifiuti non rimossi da giorni, rivolgeva la mente ai due piccoli contenitori di raccolta di carta e plastica in classe: due bustine che l’alunno responsabile del mese si occupa di svuotare nei contenitori di “differenziata” che si trovano in strada…..una goccia in un mare…. quei giovani alunni di prima i avevano accolto questa proposta con tanto entusiasmo, ed in fondo, con questo gesto, si stavano già abituando alle cosiddette "buone pratiche".

    Giunta in classe la professoressa Saffiotti lancia un’idea, non osa nemmeno formulare una vera e propria proposta, perchè ragazzi, esasperati dalle montagne di rifiuti che invadono ormai ogni quartiere, non rimosse da giorni e certo non per colpa loro, avrebbero potuto giustamente non volere accogliere quest’ altro suggerimento, oppure, chissà….

    "Ragazzi, in questa settimana a tutti i cittadini europei viene chiesto di inventarsi dei modi non più solo per riciclare i rifiuti separandoli, ma addirittura per produrne di meno. Se riempiamo di meno i sacchetti, differenziati e indifferenziati, ce ne troveremo di meno per strada.
    C’è un piccolo semplice gesto che vi sentite di realizzare?"

    I ragazzi, ancora una volta accolgono il suggerimento e formulano, in breve e con l’entusiasmo che spesso caratterizza gli adolescente la seguente ipotesi: "Prof, nell’elenco dei "si e no" che abbiamo segnato sui nostri contenitori di carta e plastica in aula, abbiamo registrato che il rifiuto che produciamo di più qui a scuola, cioè gli involucri di merendine, non sono differenziabili e quindi finora li mettiamo nel sacco nero. Allora, potremmo evitare le merendine in questa settimana!"

    Entusiasta la professoressa racconta di aver letto, sul sito web della SERR, che una scuola ha proposto proprio la stessa loro idea: mangiare un sano frutto invece delle merendine confezionate.
    A quel punto si percepisce che l’entusiasmo si affievolisce. Fabrizio interviene: "Oppure, prof, potremmo portare ogni giorno a turno una torta fatta da noi e mangiarne le fette!". L’entusiasmo si riaccende.

    In quel momento emerge che l’ecologia è forse una bilancia tra "ciò che potrei" e "ciò che posso, perchè non mi costa troppo realizzare" e che, forse, se non è vissuta con senso di sacrificio, riesce molto meglio.

    La classe sostiene, così, l’ipotesi della "merenda salvarifiuti", così come io stessa l’ho ribattezzata quando in qualità di fiduciaria della Sede Succursale, sono stata chiamata in causa per approvare tale loro proposta divenuta immediatamente operativa: è scattata un’allegra organizzazione e i giovani cuochi si sono informati di gusti e eventuali allergie dei compagni. Nei giorni successivi sono infatti arrivate in classe la torta al cioccolato, la crostata alla nutella, i muffin (uno, più grande, ha la candelina perché giovedì è anche il compleanno di Laura), il torrone al cioccolato.

    I giovani chef, Valeria, Sonia, Eleonora, Edoardo, Luigi, Sara, Cristina e Fabrizio, hanno brillantemente superato, per i loro compagni, “la prova del cuoco” e, per i loro professori, una prova da cittadini responsabili e consapevoli.
    E chissà, forse, leggendo le idee inserite da altri cittadini sul sito web della SERR, con le loro famiglie potrebbero aver trovato anche altre idee "possibili e praticabili" di buone pratiche per la riduzione dei rifiuti.
    (Fonte foto: Rete Internet)

    OSSERVATORIO ADOLESCENTI