“LA GENERAZIONE DEL SECOLO SCORSO”

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    Le vicende della nostra politica, intrecciate con quelle sociali, girano come un vecchio disco di vinile. La puntina salta e tutto è reso incomprensibile, anche le parole più semplici:

    Caro Direttore,
    ho appreso –non so dirti se con più meraviglia o più turbamento- la notizia della nascita di un comitato per la candidatura del nostro presidente del consiglio al Nobel per la Pace 2010 (l”unico italiano insignito di tale riconoscimento è stato il patriota milanese Ernesto Teodoro Moneta, nel 1907). È un premio che, in passato, è stato assegnato ad uomini (tanto per citarne qualcuno) come Martin Luther King, Yasser Arafat, Wllly Brandt, Lech Walesa ed Al Gore.

    Niente male, non ti pare? Tra le tante motivazioni, che hanno indotto il comitato a chiedere un tanto prestigioso premio per il nostro premier, colpiscono particolarmente quella che ricorda la sua discesa nell”agone politico “poichè il Paese rischiava di finire in mano a formazioni politiche, che prospettavano un futuro illiberale e di povertà” e quella che lo spinge a continuare la lotta, dopo la sconfitta elettorale del 2006, quando “un milione di italiani, riuniti in Roma, gli chiede di liberarsi dall”abbraccio mortale di dirigenti incapaci di lavorare per un”Italia migliore”!

    Qualche decennio fa, c”era in Italia un Ministro dell”Ambiente, che sosteneva di poter essere un “quasi” premio Nobel; tra le sue azioni meritorie risaltava quella tesa ad accrescere la percentuale di atrazina nell”acqua, per renderla potabile. Caro direttore, io non so perchè, il nostro paese vive all”incontrario. L”altro giorno è caduto il diciasettesimo anniversario della strage di Capaci; tra qualche mese cade anche il diciasettesimo di quella di via D”Amelio, ma di Falcone e Borsellino chi se ne ricorda più?

    Pochi ricordano, ormai, che proprio Borsellino, commemorando il suo amico Falcone, ne ricordò la felicità, quando “in un breve periodo d”entusiasmo, conseguente ai dirompenti successi originati dalle dichiarazioni di Buscetta, egli mi disse che la gente faceva il tifo per noi”. Poi, la stagione del “tifo per noi” svanì; la maggioranza delle persone provò fastidio per gli atti trasparenti, per le procedure a vantaggio di tutti, per la tutela dei diritti per i più deboli. Meglio l”egoistico ricorso ad uno pseudo garantismo, il rintanarsi nel privato, la ricerca di quanti più piaceri possibili (tanto, la vita già ci riserva tante amarezze ed è tanto breve)!

    Così capita, che in un paese dalla memoria corta (o assente?) come il nostro, tutti quelli che tirano acqua al proprio mulino sembrano possedere l”aureola di santi, perchè lavorano, sacrificandosi, per gli altri; perchè abbracciano sempre cause nobili; perchè attendono sempre una ricompensa –in attesa del Paradiso- in vita. Ed, allora, capita che tutti gli immeritevoli, gli incredibili, gli innominabili possano (debbano) essere candidati ad un riconoscimento, che ne esalti il valore, l”opera, l”onnipotenza. Come si fa, a questo punto, caro direttore, a togliere dalla testa agli amministratori delle nostre parti (ma non solo a quelli), che sono i responsabili della distruzione di un intero territorio?

    Come si fa, per esempio, a far capire che il buon maestro non è quello che boccia soltanto, che il buon cittadino non paga solo le tasse in silenzio, che il buon medico non prescrive solo le medicine, che il buon artigiano non emette solo lo scontrino fiscale.
    Si dice che la scuola sia lo specchio della società. Oggi, è uno specchio frantumato. Il coccio più grande serve ai vanitosi, per interrogare e interrogarsi: “Specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”. Il resto solo silenzio, impastato da qualche dissenso veteroideologico, anacronistico, di facciata, senza rischio e di rendita.

    Per spiegarmi meglio: la scuola cambia (la società cambia) se cambia il modo di insegnare. È questa la vera rivoluzione, il vero dissenso da costruire avverso le politiche tradizionali, la vera didattica del cambiamento. Nella maggioranza dei casi, però, il dissenso, l”opposizione, la critica si manifestano solo sulle questioni futili: sul grembiule (lo stabilisce il ministero, lo decretano gli organi collegiali, è una responsabilità del dirigente scolastico?), sui testi didattici alternativi (si possono adottare, non si possono adottare, si lede o no la libertà di insegnamento? Quanto c”entrano le case editrici?), sulle notti bianche (ci si ritrova tutti insieme, si canta, si balla e si mangia) ed altre amenità del genere.

    Poi, uno si alza una mattina e si ritrova candidato (o si candida) al Nobel per la Pace, perchè “Grazie a lui, siamo riusciti a scongiurare il reale pericolo di una terza guerra mondiale”. O, se di statura, politica e/o professionale, più bassa, si ritrova candidato (o si candida) al premio rilasciato dalla Pro Loco, dal comitato civico, dal circolo dopolavoro, perchè “ha tolto l”immondizia dalle strade” (ma dove è stata depositata e a che prezzo?), “ha dichiarato guerra all”illegalità” (ma i voti elettorali, dove è andato a garantirseli?), “dopo tanti anni, ha bandito di nuovo i concorsi per le assunzioni” (ma per assumere clienti, questuanti e familiari).

    Caro direttore, grazie alla mia età, sono stato uno dei fortunati –per la mia generazione- ad aver assistito agli spettacoli di Eduardo, Gassman, Fo, Gaber. Quest”ultimo, in uno spettacolo musicoteatrale del 1992, “Qualcuno era comunista”, immaginava, da militante del Pci, di doversi giustificare alla polizia che lo interrogava: “No, non è vero che non ho niente da rimproverarmi:Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho mai ammazzato nessuno, figuriamoci!…Qualche atto impuro, ma è normale no?…come? se ero comunista?…Bhe! qualcuno era comunista, perchè non ne poteva più di quarant”anni di governi viscidi e ruffiani:Qualcuno era comunista perchè pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri”.

    Pensa, direttore, a quanti di noi, andando avanti di questo passo, potrebbe capitare questo surreale interrogatorio! Ed, oggi, cosa potremmo dire a nostra giustificazione?