Entro l’8 ottobre sarà deciso il destino dei negozi campani della Unicoop. Lunedì l’Ipercoop di Afragola riaprirà, dopo oltre una settimana di sciopero.E la settimana prossima, si riapre la trattativa sugli esuberi regionali di Auchan.
Dopo nove giorni consecutivi di sciopero sono tornati al lavoro gli addetti dell’Ipercoop di Afragola, chiuso da giovedì scorso a causa dell’astensione proclamata dai sindacati contro i licenziamenti e la contestuale chiusura del grande ipermercato.
Ma la riapertura dell’impianto ubicato nel centro commerciale “Le Porte di Napoli” non sarà immediata. L’obiettivo di azienda e maestranze è infatti di tornare alla normalità lunedì prossimo. Saracinesche di nuovo alzate e ingresso aperto alla clientela entro dopodomani, dunque. Per il momento i lavoratori sono impegnati a rimettere in ordine gli scaffali aggiornando soprattutto il reparto del fresco, quello destinato alla vendita dei prodotti alimentari. Intanto sono giorni di attesa sfibrante per i 250 dei 660 addetti di Ipercoop Campania, individuati in esubero strutturale dalla proprietaria Unicoop di Livorno. Giovedì, durante la clamorosa protesta dei lavoratori napoletani messa a segno in Toscana, il presidente della cooperativa di Vignale Riotorto, Marco Lami, ha prorogato l’invio delle lettere di licenziamento all’8 di ottobre.
La tregua di diciotto giorni è stata decisa nella speranza che le cooperative emiliane tornino al tavolo della trattativa finalizzata alla realizzazione del piano di salvataggio della Campania. Trattativa che però è stata bruscamente interrotta sul nascere, il 26 luglio scorso, perché i sindacati hanno giudicato inaccettabili le nuove condizioni salariali proposte dalle cooperative Estense e Adriatica. Condizioni che, secondo quanto sostenuto da alcuni lavoratori il 13 settembre scorso, in occasione della verbalizzazione del mancato accordo all’ufficio regionale del Lavoro, sulla procedura di mobilità, abbasserebbero i già magri salari della grande distribuzione commerciale sotto la soglia dei 600 euro al mese.
Contro tutte queste prospettive considerate “spettrali” gli addetti campani degli Ipercoop di Afragola, Quarto e Avellino e del supermercato di Napoli-Arenaccia giovedi hanno messo a “soqquadro” Livorno, prima inscenando una manifestazione davanti agli uffici delle sede centrale Unicoop di Vignale e poi occupando il grande Ipercoop del capoluogo toscano. Una protesta tanto insistita che alle cinque del pomeriggio la direzione dell’ipermercato livornese ha dato, attraverso i megafoni, l’annuncio della chiusura dell’iper toscano. Dopo un’ora i manifestanti se ne sono andati, imbarcandosi di nuovo sui pullman che li hanno poi riportati a Napoli e l’ipermercato ha così riaperto.
Ma i delegati sindacali della struttura, aderenti all’Usb, l’Unione dei sindacati di base, sindacato molto duro verso le aziende che licenziano e ridimensionano, hanno proclamato un ennesimo sciopero in segno di solidarietà ai colleghi campani. Risultato: l’Ipercoop di Livorno è stato costretto ad abbassare di nuovo le saracinesche, stavolta fino alle 21, orario di chiusura. Ora però si spera che le coop emiliane diano un segnale positivo. Finora la posizione ufficiale delle cooperative bolognesi non ha lasciato spazi alla speranza di un improvviso colpo di scena. Ma uno spiraglio è stato aperto su un altro fronte, sempre legato alla grande distribuzione campana.
Ieri infatti la multinazionale francese Auchan ha comunicato ai sindacati la riapertura della trattativa sugli esuberi individuati negli ipermercati di via Argine, Nola e Giugliano. Il confronto era stato improvvisamente sospeso la settimana scorsa per una serie di divergenze tra le parti. Il faccia a faccia riprenderà a via Argine, mercoledì 25 settembre.

