Malgrado l’annuncio di 26 mila immissioni in ruolo, sono ancora gravi le carenze di personale, in particolare nella scuola primaria.
Il 9 Settembre scorso il Governo si era impegnato sulla stabilizzazione, nell’arco di tre anni, di 26 mila docenti di sostegno. Eppure, oggi, la situazione appare ancora irrisolta, e nelle scuole l’emergenza continua a stazionare su livelli elevati.
Gli istituti scolastici hanno riaperto i cancelli con il solito problema: mancano gli insegnanti di sostegno. Le famiglie dei bambini disabili sono esasperate, avvilite. Da più parti, per sopperire alle mancanze istituzionali, si organizzano ricorsi collettivi, nel frattempo che gli Uffici Scolastici Territoriali si affidino a quelle poche convocazioni di insegnanti specializzati che risultano amaramente insufficienti alle esigenze. Per questo motivo, i posti non assegnati finiscono puntualmente per essere occupati da supplenti non specializzati.
E come se non bastasse, la questione si complica ulteriormente quando i docenti di scuola primaria e dell’infanzia, nell’eventualità che avessero conseguito l’abilitazione all’insegnamento in data precedente all’aggiornamento delle graduatorie di istituto e non presenti negli elenchi provinciali, perdono la possibilità di dichiarare il titolo di specializzazione per il sostegno posseduto, rimettendoci il posto che invece verrà assegnato ai docenti presenti in graduatoria privi sia di specializzazione che dell’abilitazione.
Intanto, i continui ricorsi da parte delle famiglie ai tribunali amministrativi hanno portato finalmente al raggiungimento di alcuni risultati: le università, ad esempio, hanno avviato dei corsi autorizzati di specializzazione al sostegno scolastico.
La scuola è un diritto di tutti. Non dimentichiamolo. Mai.
(Fonte foto: Rete Internet)
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