In questa intervista il presidente della commissione regionale di controllo sull’ecomafia e i siti inquinati spiega le implicazioni del suo invito a interdire le attività agricole nell’area delle discariche abusive del bosco di Calabricito.
Antonio Amato (foto) sembra proprio non volere cedere ai compromessi. Secondo il presidente della terza commissione regionale di controllo sull’ecomafia e sui siti inquinati “ la sollecitazione, spedita al sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, di sospendere le attività agricole nel bosco di Calabricito, previa un’adeguata bonifica, mette il primo cittadino nella delicata condizione di poter commettere un reato di omissione in caso di mancato adempimento ”.
Dunque, la nota spedita al comune di Acerra, primo comune della Campania a sperimentare un’iniziativa del genere da parte della terza commissione, potrebbe mettere in seria difficoltà l’amministrazione Lettieri?
“La commissione che presiedo ha un potere di controllo. Io quindi ho il dovere di controllare e siccome dalle carte ci risulta che l’area di Calabricito è pesantemente inquinata e che quella zona è intensamente coltivata, nonostante non siano stati fatti interventi di bonifica, è mio obbligo chiederne la sospensione della attività agricole e di impedire che i prodotti delle coltivazioni vengano commercializzati”.
Che rischi corre un’amministrazione locale e, in particolare, il suo sindaco, in caso di inottemperanza?
“Che si pone in una condizione di omissione. Ma io sono convinto di no, che non incorreranno in un rischio del genere, che faranno di tutto per garantire la salute dei cittadini, visto che si parla tanto della Terra dei Fuochi. Io per questo ho scritto a tutti, all’assessorato regionale all’agricoltura, ai carabinieri, alla magistratura. Ho rivisto i verbali, ho rivisto ogni cosa sull’argomento”.
Oltre a poteri di controllo potete anche spingere le forze dell’ordine ad agire?
“Le condizioni di cava Monti, per esempio, nella vicina Maddaloni, le abbiamo segnalate per anni. Poi l’altro giorno i carabinieri l’hanno sequestrata. Questo di Acerra però è un caso particolare. In questa circostanza abbiamo chiesto esplicitamente la chiusura delle attività agricole nell’area di Calabricito. Abbiamo visto le analisi dell’Arpac: quella zona non è idonea alla coltivazione”.
Ogni volta che si tenta di adottare misure preventive gli agricoltore tuonano contro l’allarmismo….
“Noi non dobbiamo creare allarmismo. Però bisogna dare un minino di condizioni di sicurezza ai cittadini e per farlo è necessario essere rigorosi. Il mio compito è di valutare le documentazioni”.


