Nel gruppo di Somma Vesuviana posti di lavoro in pericolo. Tagli previsti anche nell’impianto di Pomigliano. Oggi assemblea davanti ai cancelli.
L’indotto aeronautico è minacciato dai debiti e la Dema decide di licenziare 61 dei 510 addetti dislocati negli impianti di Somma Vesuviana e di Pomigliano. Intanto i sindacati hanno proclamato due ore di sciopero, alla fine di ogni turno di lavoro. Oggi pomeriggio assemblea dei lavoratori all’aperto, davanti alla sede principale di Somma Vesuviana, in via San Sossio. La Fiom è inviperita. In un comunicato ufficiale diramato ieri da Franco Bruno, della segreteria di Napoli, i metalmeccanici della Cgil accusano l’azienda di “gestione scellerata”. La Dema nel frattempo si è riservata di spiegare oggi ciò che le sta accadendo. La situazione è di quelle apparentemente inspiegabili. Il gruppo Dema è stato decantato come il fiore all’occhiello della tecnologia di media impresa nella regione Campania, con clienti del calibro di Alenia, principale committente, e poi di Agusta, Boeing, Airbus, Bombardier.
A maggio, però, i primi segnali di sbandamento, con la protesta messa a segno dagli addetti degli impianti di Pomigliano e di Somma Vesuviana, divenuti protagonisti, a causa del mancato pagamento degli stipendi di aprile, di scene da azienda piombata nel bel mezzo di una crisi profonda, rimasta priva di corrente elettrica per morosità e assediata dai picchetti operai piazzati davanti al cancello dell’impianto di Pomigliano, ubicato nell’area industriale della città delle fabbriche, e davanti all’ingresso dello stabilimento di Somma Vesuviana. Oggi pomeriggio qui, in via San Sossio, i lavoratori si riuniranno in assemblea davanti alla fabbrica, sulla strada.
E’ una storia industriale gloriosa, importante, quella della Dema. Sempre qui, nell’area di San Sossio, una volta c’era la storica Fag, la fabbrica di cuscinetti a sfera, ormai fallita, che nel 2000 fece posto alle mire espansioniste dell’intraprendente imprenditore puteolano Vincenzo Starace, fondatore del gruppo aeronautico poi approdato, nel 2005, in una speciale classifica delle aziende italiane emergenti più interessanti. A ogni modo, secondo quanto riferito dai lavoratori durante i picchetti di maggio, “i ritardi nei pagamenti avrebbero fatto emergere debiti per 80 milioni, 30 dei quali per mancati versamenti all’Inps, oltre al mancato versamento alle finanziarie delle rate detratte dalle buste paga dei dipendenti per gli acquisti personali”. Nel frattempo si parla di “licenziamenti imprescindibili”. Non si sa come andrà a finire questa vertenza. Per il momento i sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm appaiono compatti.
Rimane lo stupore per un’azienda che ha lavoro e che vanta un catalogo produttivo molto vasto. La Dema produce slide box e stabilizzatori per l’Airbus A380, travi di coda per l’elicottero Agusta AV139, materiali per Pratt & Whitney, pavimenti e capote per l’abitacolo del Bombardier C Series, gli stabilizzatori per gli Atr in gran parte prodotti dall’Alenia di Pomigliano, le rampe e i portelloni per il C27 la cui fusoliera è realizzata dall’Alenia di Capodichino e pezzi angolari per la fusoliera del grande velivolo commerciale Boeing 787.
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