Preoccupanti i dati di una ricerca Ipsos: nella nazione nostrana oltre 1 genitore su 4 ritiene che la scuola abbia subito un peggioramento molto grave che viene imputato a carenza di fondi.
«L’anno scolastico si apre in uno scenario allarmante: meno tempo scuola, scarse opportunità di formazione dei docenti, edifici insicuri, classi affollate, taglio delle attività extrascolastiche, discriminazione nei servizi di refezione, offerta insufficiente di servizi per la prima infanzia: tutto questo colpisce i minori, in particolare quelli dei contesti più svantaggiati, e compromette le loro opportunità di crescita».
È quanto dichiara Raffaela Milano, direttore programmi Italia – EU di Save the Children, alla luce dei dati raccolti dalla ricerca "Il ruolo e le condizioni del sistema educativo italiano" realizzata da Ipsos per Save the Children all’avvio dell’anno scolastico, che traccia un ritratto in chiaroscuro della scuola italiana. Per l’87%, 1 genitore su 4, ritiene che la scuola abbia subito un peggioramento molto grave che viene imputato a carenza di fondi (35%, con picchi del 41% in Piemonte e Lombardia), depauperamento di strutture e dei servizi (27%, che tocca il 33% in Veneto e Puglia).
Il 40% dei rispondenti trova di qualità elevata la scuola italiana (51% in Sicilia e 45% in Piemonte) e l’insegnamento impartito (l’8% dei genitori e’ completamente d’accordo con questa affermazione, il 32% abbastanza d’accordo), mentre lo stato di inadeguatezza (se non di fatiscenza vera e propria) delle strutture ospitanti è rilevato da 9 su 10 intervistati (90%), dato che arriva alla quasi totalità del campione in Sicilia (96%) e Lazio (94%).
La famiglia gioca un ruolo chiave nel sostegno economico delle attività scolastiche, provvedendo molto spesso (78% di adulti) all’acquisto o al finanziamento dell’acquisto di materiali destinati alla didattica ma non solo (tra questi figura la carta igienica). «Il governo ha assunto alcuni impegni importanti sul fronte scolastico, come lo stanziamento dei fondi per l’edilizia scolastica o il rilancio dei programmi di contrasto alla dispersione nelle regioni del Sud. Non possiamo lasciare solo sulle spalle degli studenti, delle famiglie e dei docenti questo enorme problema. É indispensabile rimettere concretamente la scuola al centro dell’attenzione delle istituzioni e della opinione pubblica», conclude Raffaela Milano.
(Fonte foto: Rete Internet)






