Sale la tensione nell’indotto aeronautico a causa dei licenziamenti decisi dall’azienda di Somma Vesuviana. Oggi ancora sciopero. E anche domani: contro gli straordinari.
Non si sa come andrà a finire la vicenda dei licenziamenti nell’indotto aeronautico Dema. Quel che è certo è che ieri la vertenza ha subito una brusca impennata a causa dei picchetti operai piazzati davanti ai cancelli della sede centrale di Somma Vesuviana, in via San Sossio. “Il lavoro c’è ma l’azienda licenzia, proprio mentre chiede di fare lo straordinario”, le motivazioni della protesta di ieri messa a segno dalle tute blu. Picchetti che hanno causato uno stop alle produzioni di due ore, dalle otto alle dieci, e che sono stati organizzati anche davanti all’ingresso della fabbrica gemella di Pomigliano. Poco dopo i lavoratori impegnati nei blocchi sono rientrati negli impianti, che hanno quindi potuto riprendere le attività.
“Stiamo affrontando questa difficile situazione – specificano gli operai della Dema – con grande senso di responsabilità anche se non riusciamo a comprendere la natura reale dei licenziamenti e le continue provocazioni nei confronti dei lavoratori e, soprattutto, di quelli che si dedicano alle attività sindacali, che sono costantemente invitati a ridurre il loro impegno”. La Dema ha avviato la procedura di mobilità per 61 dei circa 500 addetti degli impianti di Somma Vesuviana e Pomigliano. L’incontro tra i sindacati e la società, svoltosi martedì all’Unione Industriale di Napoli, ha avuto un esito interlocutorio. Le parti si incontreranno di nuovo lunedì 24 febbraio. Intanto i picchetti proseguono: dalle 8 alle 10 del mattino di oggi e sabato per tutta la giornata. L’obiettivo principale di questa fase è impedire il sabato di straordinario allo scopo di persuadere l’azienda a revocare la procedura di licenziamento collettivo.
“Di commesse ce ne sono in abbondanza – raccontano i lavoratori – non a caso il sabato è giornata di straordinario: non riusciamo proprio a trovare una logica nella posizione aziendale”. Dal canto suo però la Dema, in un comunicato relativo al piano di ristrutturazione, sostiene che “la decisione della procedura prevista dall’articolo 182 bis è stata presa per fronteggiare una crisi finanziaria resa particolarmente difficile già a partire dal 2008 per ritardi nell’avvio di importanti programmi, nonchè per la diminuzione delle marginalità di alcune commesse, la riduzione delle tariffe riconosciute dai clienti, non ultime, le difficoltà della riscossione dei crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione”.
Le produzioni degli impianti Dema di Somma Vesuviana e di Pomigliano sono variegate. Si tratta della realizzazione di componenti per aerei commerciali e militari di tutte le dimensioni, dai velivoli regionali Bombardier e Atr ai giganti dell’aria Airbus A 380 e Boeing 787.






