I funerali della famiglia sterminata nell’ultimo incidente sulla statale della morte, domani alle 15.30

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La funzione religiosa si terrà nella chiesa di San Vito. Proclamato il lutto cittadino a Marigliano.

Una veglia di preghiera per la famiglia Monda, sterminata nel tragico incidente di domenica sulla statale 268. La strada della morte, la statale killer. L’ha promossa il parroco del rione 219, don Pasquale Giannino, pregando per Annamaria Sorrentino, figlia di Sebastiano, già assessore e consigliere regionale, per suo marito Salvatore Monda e per i loro figli: Vittoria, Gaetano e Angela che è spirata lunedì, in ospedale.

Fedeli, catechisti, cittadini, amici in preghiera per una famiglia che era sempre stata accanto alla comunità. Assenti i familiari, prostrati dal dolore. I funerali si terranno domani alle 15,30 nella chiesa di San Vito e tutto il paese si fermerà in segno di rispetto, condividendo il lutto delle famiglie Monda e Sorrentino. Sarà lutto cittadino, con esercizi commerciali chiusi e strade interdette al traffico per consentire il corteo funebre che si annuncia imponente, con la partecipazione di tutti i compagni di scuola dei ragazzi Monda, gli studenti delle superiori, amici di Angela e Vittoria, rispettivamente 16 e 17 anni, e gli alunni delle medie frequentate dal piccolo Gaetano.

Lo scontro mortale che ha scippato un’intera famiglia all’affetto dei cari è avvenuto domenica all’altezza del km 20 della statale del Vesuvio, tra San Giuseppe Vesuviano e Poggiomarino. I Monda sono le ultime vittime, in ordine di tempo, della carneficina cui ci ha abituati la strada statale 268, uno dei tratti, quello dove a febbraio scorso persero la vita tre giovani ragazzi di Somma Vesuviana e un pensionato 69enne di Poggiomarino resta chiuso alla circolazione ancora oggi. Mentre il 30 aprile scorso è stato riaperto un altro tratto collegato, dopo lavori di messa in sicurezza. La polemica si solleva alta dopo ogni incidente e dopo lo schianto mortale di domenica sono in molti a chiedere che la strada sia chiusa definitivamente o almeno fin quando non finiranno i lavori di raddoppio.