Incontri, riflessioni e strumenti presso il convento di S. Domenico Maggiore di Napoli, alla volta di un programma di lavoro per la città.
La grande politica è un "guardare lontano", mentre oggi si sa: non si guarda oltre a un palmo di naso. Quella cosa delle tre I -inglese, impresa, internet- va bene, ci vogliono tutte. Ci vogliono gli avvocati, gli ingegneri, i medici, ma occorre anche cultura classica.
Perché quando si costruisce un ponte, una ferrovia o una cattedrale, si costruisce anche per emozionare. E allora ricerca, sviluppo, cultura.. Su cosa bisogna investire? Sulla persona. È quello il capitale che frutta. Occorre mobilitare energie, creare unità d’intenti e un consenso. Ragion per cui dal 3 al 5 aprile presso il convento di S. Domenico Maggiore si terranno le "Giornate per la cultura": operatori, enti, intellettuali, artisti, imprese, collettivi – potranno esprimere il proprio punto di vista e offrire il proprio contributo, ma anche avere un momento di interlocuzione con alcuni "addetti ai lavori" (esperti, manager pubblici e privati, tecnici) che potranno aiutare i tavoli di lavoro a inquadrare le problematiche e a elaborare delle vere e proprie schede programmatiche per i diversi settori.
Un appuntamento che nasce, insieme, dalla richiesta di una riflessione pubblica sulle politiche culturali proveniente dal variegato universo cittadino della produzione, tutela e promozione della cultura, e da un percorso di elaborazione già avviato da settori della società civile cittadina fin dall’estate 2011, e che trovò nel Pan la sua sede naturale. La sfida è di individuare un luogo di effettiva codeterminazione di indirizzi e programmi in un ambito della vita della città che tutti consideriamo strategico per le sue implicazioni sociali, economiche, civili. Temi centrali degli incontri saranno individuati nella cultura come bene comune, con particolare riguardo all’utilizzo degli spazi pubblici e urbani, alla tutela dei beni culturali come riappropriazione da parte dei cittadini e con nuovi modelli di gestione.
Saranno inoltre raccontate e valorizzate esperienze ed identità che rappresentano punti focali di azione culturale sul territorio per un sentiero di sviluppo e crescita civile: la cultura come forza per la comunità che affonda le radici nell’attività educativa, nella promozione sociale dove i talenti e le vocazioni territoriali dialogano con il tessuto urbano e ne rimodellano gli spazi. Si sa, la cultura in fondo è l’ultima invenzione della religiosità umana, cara a credenti ed agnostici al tempo stesso, perchè è in grado di permeare interamente l’animo: perchè solo con menti mature e cooperanti possono essere create cose utili e belle, che piacciono e dunque in grado di risollevare le nostre sorti.
(Fonte foto: Rete Internet)

