Secondo i sindacati firmatari il monte ore a disposizione delle riunioni operaie è tutto impegnato. Terracciano ( Fim-Cisl ): “Non possiamo riconoscere i sindacati che non firmano i contratti”.
La soluzione di quello che da giorni si stava profilando come una sorta di giallo è arrivata nel primo pomeriggio di ieri, con un comunicato della Fiat fatto recapitare negli uffici della Fiom. Dunque, i metalmeccanici della Cgil non potranno tenere, venerdì prossimo, la loro prima assemblea dell’era Panda nella grande fabbrica automobilistica di Pomigliano. Per i militanti della Fiom questa sarebbe stata l’occasione di tornare a effettuare incontri con gli operai all’interno dei luoghi di lavoro, dopo tre anni e mezzo di assenza forzata dall’impianto partenopeo a causa della mancata firma dell’accordo Panda, risalente al giugno del 2010. Un’occasione sfumata, però. Il problema è tecnico.
I sindacati firmatari degli accordi sostengono che tutto il monte ore annuale disponibile per le assemblee nello stabilimento di Pomigliano è stato completamente impegnato. Le ore di assemblea annuale sono dieci in tutto. Ma c’è di più, Fim, Uilm, Fismic e Ugl non intendono dividere con la Fiom il monte ore assembleare neppure l’anno prossimo.”C’è una normativa che regola le assemblee e quindi le rsa dei sindacati firmatari di contratto hanno programmato tutte le ore disponibili”, spiega Giuseppe Terracciano, segretario generale della Fim Cisl di Napoli, che aggiunge: ” Le assemblee sono nella disponibilità delle rsa delle organizzazioni di categoria firmatarie di contratto per cui noi non possiamo riconoscere chi il contratto non lo ha sottoscritto.
Ma questo comportamento – fa notare Terracciano, lo assumeva anche la Fiom, quando era ancora sindacato sottoscrittore di accordi e contratti”. Intanto in casa Fiom c’è sdegno. “E’ evidente – stigmatizza Franco Percuoco, della segreteria Fiom per il settore auto – che con la complicità delle altre organizzazioni sindacali la Fiat vuole evitare che la Fiom possa indire un’assemblea per confrontarsi liberamente con le lavoratrici ed i lavoratori sulle condizioni di lavoro, sulla gestione della cassa integrazione e sul futuro dello stabilimento”. La sentenza di luglio della Corte Costituzionale, che aveva annullato l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori, aveva fatto aprire le porte delle fabbriche Fiat alla Fiom. I metalmeccanici della Cgil si erano anche riappropriati, a settembre, della saletta sindacale della fabbrica di Pomigliano, abbandonata tre anni e mezzo fa dopo il no alla firma dell’accordo Panda.
(>Fonte foto: Rete internet)

