“FESSI! IL PAESE É IN RIPRESA! LO GIURO!”

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    Il nostro bel Paese è abitato da fessi e furbi. I secondi prevalgono e i primi aumentano di numero senza sosta. Ma forse, la Madonna ci aiuterà.

    Caro Direttore,
    siccome mi hanno insegnato che l”onestà è un valore assoluto, per tutta la vita sono passato per un fesso. Ho occupato un posto di lavoro con molti sacrifici e a qualche soddisfazione (un profilo professionale di livello più alto) ci sono arrivato in tarda età. Perchè? Semplice. Perchè non ho chiesto di essere raccomandato -o se vuoi, garantito- nei vari concorsi che ho sostenuto. L”altrui appartenenza -una volta ai partiti, una volta alla chiesa, una volta alla malavita- ha fatto in modo che vere cape di c: mi superassero in ogni situazione di possibile avanzamento di carriera. Una volta, in un concorso, mi passò davanti anche un candidato, che sosteneva di non poter rispondere a una domanda su Gramsci, “perchè nel programma non erano previsti gli autori stranieri”!

    In un tempo lontano mi chiesero di candidarmi a una carica amministrativa elettiva. Ci provai, perchè dissero che c”era bisogno di persone oneste e dalla faccia pulita. Ci credetti e mi derisero, perchè –mi dissero, subito dopo- non avevo capito che la politica era compromesso, compravendita, firma di cambiali in bianco, prostituzione, trasformismo. Oltre che “merda e sangue”, come aveva sostenuto, anni prima, l”indimenticato Rino Formica. La verità che mi sfuggiva era non aver compreso la politica come investimento, come risorsa e tesaurizzazione del consenso.

    Quando, dopo anni di sacrifici, potevo, finalmente, pensare di costruirmi una casa di proprietà, mi dissero che il suolo individuato non era edificabile, cadeva nella zona rossa o all”interno del Parco del Vesuvio o era sottoposto a vincolo paesaggistico. O non ricordo bene che altro impedimento. Anche allora ci credetti e mi fermai. I miei vicini di casa, invece, fecero di tutto e di più: costruirono abusivamente, innalzarono mansarde, coprirono terrazzi, si inventarono lussuose ville. E, poi, rivolti a me, commentarono: “scemo! Lo vuoi capire che presto ci sarà un condono?”. Io non lo avevo capito e restai, ovviamente, senza casa di proprietà. Ovviamente un nuovo condono giunse puntuale.

    Con molti anni all”anagrafe e sul libretto di lavoro, me ne sarei potuto andare in pensione tranquillamente. Anzi, l”avrei potuto fare già da qualche anno. Mi dissero, però, che la rovina del Paese erano i cosiddetti baby-pensionati. Pensai che era vero e decisi di lavorare fino all”ultimo giorno. Oggi che, mio malgrado, mi spetta la pensione d”anzianità, mi hanno appena detto che c”è una stretta sulle finestre d”uscita. Ed hanno anche aggiunto che per la liquidazione si raddoppiano i tempi d”attesa: dagli iniziali tre ai possibili sei mesi. A mia moglie, invece, che è più giovane di me e lavora alle dipendenze dello Stato, avrebbero dovuto rinnovare il contratto di lavoro scaduto nel 2009. Ma, mi hanno detto che per la firma di questi contratti c”è uno slittamento a una data da definire! Direttore, ne sono convinto, non sono un uomo sfortunato. Sono proprio un fesso!

    “Il mio paese, sai, era tutto un formicaio di comunisti: l”ho ridotto che pare un convento, l”ho ridotto: Prima della mia ci sono state due amministrazioni comuniste: niente opere pubbliche, niente lavori; il bilancio del comune era così dissestato che gli impiegati stavano persino sei mesi senza ricevere lo stipendio. Finalmente tutti in paese capirono la musica, hanno votato per noi nelle ultime elezioni:Chi aveva voglia di lavorare doveva portarmi la tessera di comunista e della CGIL, vennero tutti che pareva una processione.”, (Leonardo Sciascia, Ritratto di un capo (1956), in “Il fuoco nel mare”, Adelphi, 2010).

    Caro Direttore, che bello, però, questo nostro Paese! Ce lo ripetono ogni giorno: siamo in ripresa. Sì. Siamo in ripresa. E nella ripresa i lavoratori dipendenti sono chiamati a pagare anche per gli speculatori, gli evasori e i tangentisti. Secondo dati attendibili, nei primi quattro mesi del 2010 ben un milione e seicentomila lavoratori hanno fatto i conti con la cassa integrazione. Bazzecole! È anche vero che un numero altissimo di aspiranti lavoratori non ha mai goduto della cassa integrazione, solo perchè non è mai entrato nei circuiti produttivi. Bazzecole e quisquiglie!

    Direttore, sono davvero un fesso! Mi consola, però, aver letto sul tuo giornale online che in un centro dell”entroterra vesuviana, la Madonna di Castello ha fatto sosta nel cortile del municipio. Il sindaco di quel paese ha dichiarato che quella Madonna “doveva entrare nella casa comunale, perchè ci incoraggia al senso del dovere, ad operare per il bene comune della città”.

    Ora, vedrai, su quest”ultimo esempio, ripartiranno le processioni delle Madonne in tutti paesi d”Italia. Ogni luogo toccato dalle sacre immagini cambierà faccia, identità e prospettive; si risolverà, così, ogni problema. Anzi, quasi sicuramente, anche le Madonne cadranno nella rete del federalismo. Quelle dai tratti da madri contadine rimanderanno ai valori poveri della tradizione; quelle dai tratti da nobildonne indicheranno soluzioni più borghesi o progressiste. Le Madonne nere (ce ne sono tante: da Loreto a Longobucco a Tindari), invece, staranno dalla parte degli extracomunitari di colore.

    Una bella gara tra Madonne; senza scommesse, altrimenti si scoprirà qualche altro italo imbroglio.
    Però, Direttore, ti assicuro che il Paese è in ripresa. O almeno così ci dicono. E il bello (o lo strano) è che molti di noi ci credono!

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