Lo sciopero bianco degli operatori ecologici prosegue, i rifiuti aumentano e il presidente Di Raffaele spedisce un esposto in procura. Scende in campo anche Di Maio che chiede ai lavoratori responsabilità ma gli operai gli hanno risposto picche.
Sesto giorno consecutivo di sciopero bianco dei netturbini, la città delle fabbriche è in ginocchio: cumuli di rifiuti in ogni dove a Pomigliano. Gli operatori ecologici sono esasperati. Sono stati detratti dai loro salari, e a loro insaputa, soldi che gli spettavano di diritto, danaro che doveva servire a pagare debiti, previdenza complementare e quote sindacali.
Da qui la protesta. Ma l’amministrazione comunale è inviperita, sindaco Raffaele Russo in testa. Il presidente della Enam, la società di nettezza urbana controllata dal comune, non sa più a quale santo appellarsi per rimettere le cose a posto. E così Nicola Di Raffaele ha denunciato alla procura della Repubblica di Nola tutti gli operatori ecologici. L’ipotesi di reato contenuta nell’esposto è delle più facilmente intuibili: interruzione di pubblico servizio. Secondo indiscrezioni Di Raffaele ha denunciato “un comportamento inammissibile da parte del personale dell’azienda, comportamento che sta minando la disciplina contrattuale e la salute pubblica nel territorio”.
Nella vicenda è intervenuto uno dei quattro vicepresidenti della Camera, Luigi Di Maio, esponente di punta del Movimento Cinque Stelle nonché pomiglianese doc. Di Maio, in un comunicato, stilato pure a nome del Movimento Cinque Stelle di Pomigliano, chiede che gli operatori ecologici (sono una novantina) facciano un passo indietro, che tornino al lavoro regolarmente per il bene di tutta la cittadinanza. “Conosciamo e comprendiamo le loro difficoltà – il messaggio sostanziale di Di Maio e del M5S – così come siamo consci delle difficoltà economiche della Enam, dovute ad assenza di programmazione e a politiche fatte di annunci, ma chiediamo da parte loro un atto di responsabilità”.
“In questo anno -le parole testuali del vicepresidente della Camera – grazie al nostro lavoro in Parlamento abbiamo avuto modo di aiutare molte aziende mandate in rovina dalla politica. Ci sono tante occasioni per rilanciare i piani industriali di realtà come l’Enam: basta volerlo”. Ieri l’invito del giovane politico ha fatto il giro della città in poco tempo. Tanto che i netturbini in rivolta hanno chiesto una replica immediata, una risposta di quelle che non lasciano tante speranze. “Di Maio chi? – la replica stizzita degli operatori ecologici – Lui non si è fatto né vedere né sentire da noi e ora lancia comunicati stampa attraverso cui annuncia le sue soluzioni? E quale sarebbe la sua soluzione?”.
“La verità – aggiungono i dipendenti Enam – è che qui abbiamo problemi di sopravvivenza, che nessuno vuole risolvere. Ma chi se lo prende questo problema? Chi ha mai fatto nulla per risolvere quest’ annosa faccenda, che c’è sempre stata? Noi operai – concludono i netturbini – abbiamo sempre pagato lo scotto di gestioni inadeguate, abbiamo pagato il doppio, a causa delle mancate coperture aziendali, beni di consumo che abbiamo acquistato regolarmente. Ma finora nessuno ha fatto qualcosa di concreto”.
Insomma, a giudicare dal muro contro muro che almeno si profila dalla denuncia della dirigenza Enam e dalle dichiarazioni della politica e dei lavoratori pare proprio che la protesta sia destinata a proseguire. Gli operatori ecologici della Enam stanno lavorando con i loro compattatori ma non raccolgono tutti i rifiuti che dovrebbero. E senza proclamare uno sciopero ufficiale. Intanto gli scarti si stanno accumulando pericolosamente e la popolazione locale sta rivivendo i tempi bui delle emergenze di alcuni anni fa.

