Don Peppino Gambardella ha impedito ai politici della città di partecipare al pranzo dell’Epifania, organizzato per i bambini disagiati. “Nessuna passerella”, il veto del parroco. Una storia che ricorda i racconti di Guareschi, a ruoli invertiti.
Il parroco di Pomigliano che chiude le porte della chiesa al sindaco, accusato dal sacerdote di voler strumentalizzare in chiave politica il pranzo di beneficenza ai bambini poveri, organizzato per oggi, giorno dell’Epifania, nella congrega del Carmine. “Nessuna passerella: chi vuole salutare i bambini lo faccia altrove”, avverte il prete in una lettera.
L’episodio ricorda l’emiliana ma immaginaria Ponteratto dello stalinista Peppone e dell’anticomunista don Camillo. Però il racconto di Guareschi, fatte le debite distanze epocali, viene trasposto alla rovescia nella città delle grandi fabbriche napoletane. Qui infatti il parroco, don Peppino Gambardella, è di quelli che guardano a sinistra mentre il primo cittadino, Raffaele Russo, è un elemento di punta della destra berlusconiana locale. Russo oggi voleva servire il pranzo ai bambini, regalando a ognuno un buono per gli acquisti nei negozi della città. “Quel sacerdote è famoso per le sue intrusioni in politica – replica, stizzito, il sindaco – vorrà dire che al pranzo non andrò e che non ci sarà più nessun dono”.
In un comunicato stampa diramato quattro giorni fa Russo aveva comunicato che lui, gli assessori e i consiglieri comunali avrebbero servito il pranzo dell’Epifania a 70 bambini individuati dalle associazioni sindacali dei commercianti. Ma nella sua lettera, spedita a Ciro Esposito, presidente dell’associazione cittadina dei negozianti più rappresentativa, la Caip-Aicast, il parroco della chiesa di San Felice in Pincis, nella cui giurisdizione rientra la congrega del Carmine, ubicata proprio accanto al municipio, fa sostanzialmente notare che il pranzo dell’Epifania per i bambini e i ragazzi disagiati è stato sempre voluto e organizzato dalla comunità di San felice, cioè dalla chiesa, con l’ausilio dei commercianti.
Ogni volta però è stato sempre rispettato il più totale anonimato. Da parte di tutti. Per cui – ha praticamente dedotto il sacerdote – l’arrivo dei politici rischia di diventare una passerella tesa alla strumentalizzazione di un’iniziativa che ha esclusivamente lo scopo di dare un po’di serenità a dei bambini che ne hanno assoluto bisogno.


