Si chiama Antonio Savino, viene dal parco Verde di Caivano, ha 22 anni ed è il figlio di una cassintegrata Fiat. Il giornale newyorchese Epoch Times gli ha dedicato un’intera pagina di giornale.
E’ andato via dal Parco Verde di Caivano, Terra dei Fuochi e di disoccupazione, 6 mesi fa. Obiettivo: tentare la fortuna in America. Un sogno che Antonio Savino, 22 anni, probabilmente ha coronato in un tempo da record. Nello spazio di qualche settimana il ragazzo è stato infatti assunto come chef. L’altro giorno poi Epoch Times, uno dei giornali più diffusi a New York, oltre 1 milione e 300mila lettori, gli ha dedicato un’intera pagina.
"Antonio è talentuoso, è un grande cuoco. Prepara piatti semplici ma molto ben lavorati, saporiti e fatti di materiali genuini, i materiali della sua tradizione, della sua cultura gastronomica: è tanto giovane quanto bravo", ha scritto la testata della Grande Mela. Antonio Savino, che ha studiato nell’istituto alberghiero di Caserta, è diventato lo chef di uno dei più importanti ristoranti di Manhattan, il “Mozzarella e Vino”. La sua storia è di quelle che affondano le radici nei problemi più attuali della nostra Campania. Questo perché il ragazzo è il primo di quattro figli di una cassintegrata Fiat del polo logistico di Nola, un impianto praticamente chiuso. La mamma si chiama Emma Pezzella.
Non lavora da sei anni di fila, da quando è stata trasferita, nel 2008, dalla Fiat di Pomigliano al nuovo impianto per lo smistamento delle merci del Lingotto, il reparto logistico di Nola. Ma lo stabilimento ha prodotto quasi zero. Praticamente non ha mai funzionato davvero: 316 addetti sono in cassa a zero ore da allora, dall’apertura. Intanto il papà di Antonio è disoccupato, da molto tempo. Fortunatamente suo figlio ha imparato il mestiere a 16 anni appena. Da solo. Ha girato un bel po’Antonio: Atene, Londra. Quindi è tornato a casa, piazzata in uno dei rioni più famigerati dell’hinterland napoletano. Un gigantesco alveare della ricostruzione, 700 famiglie in gran parte oneste e in parte impegnate nello spaccio della droga. Tutt’attorno la desolazione della Terra dei Fuochi, il disastro ambientale.
E nella chiesa un prete che combatte tumori e abbandono, don Maurizio Patriciello, sacerdote simbolo della lotta allo scempio ambientale. Problemi che hanno spinto il giovane chef a tentare la fortuna Oltreoceano. Però la mamma Emma vuole reagire ai soliti cliché. “La storia di mio figlio – dice – è la dimostrazione che questo posto, il parco Verde, è penalizzato dai luoghi comuni. E’ la dimostrazione che qui c’è tanta gente che fa del lavoro onesto la propria missione di vita”. Emma Pezzella sostiene che se non fosse stato per il suo lavoro alla Fiat, ottenuto quindici anni fa, Antonio non avrebbe potuto coronare il suo piccolo grande sogno di diventare uno chef affermato.
“Sì, è ovvio – conferma l’operaia in cassa integrazione – senza lo stipendio della Fiat non avrei potuto iscrivere all’istituto alberghiero i miei due figli primogeniti, Antonio e il suo fratello gemello, che ora lavora in un ristorante pizzeria di Caserta”. Ma adesso Emma, che ha altri due figli da mantenere, di 15 e di 9 anni, deve fare i conti con il magro salario della cassa integrazione, 900 euro appena, compresi gli assegni familiari, e con la difficile condizione di un marito senza reddito. “Se solo potessi rientrare – conclude l’operaia – probabilmente salverei anche il futuro dei miei figli più piccoli”.





