A proposito dei picchetti di sabato l’azienda aeronautica in un comunicato aveva parlato di uno sciopero caratterizzato dalla violenza. Ma gli operai respingono al mittente l’accusa: “Lottiamo contro le discriminazioni in modo democratico e pacifico”.
Sabato scorso lo sciopero e il picchetto alla Dema, contro le discriminazioni sindacali. Un gruppo di operai della fabbrica aeronautica aveva bloccato i cancelli e fatto saltare il sabato di straordinario. Ma la Dema li ha accusati di essere stati violenti, di aver impedito con la forza l’accesso nello stabilimento.
“E’ una bugia – replicano i lavoratori – stiamo lottando contro le discriminazioni in modo democratico e pacifico: evidentemente queste accuse servono a strumentalizzare per non far comprendere le cause vere di ciò che sta accadendo”. La protesta, controllata da uno schieramento di polizia e carabinieri, era stata organizzata dalla Fiom. Motivo principale: otto lavoratori che scioperarono a febbraio contro 61 licenziamenti, poi revocati dall’azienda, non tornano in fabbrica dal 23 marzo, cioè da quando è scattata la cassa integrazione a rotazione in alternativa alla perdita del posto.
Da allora queste otto tute blu, alcune delle quali sono iscritte anche ad altri sindacati, si trovano in cassa integrazione a zero ore. Intanto vessazioni connesse alla discriminazione sono state denunciate pure da alcuni dipendenti dell’impianto omologo di Pomigliano, anch’esso della Dema (tra quello di Somma e quello di Pomigliano gli addetti sono 500 in tutto). “A ogni modo il blocco di sabato è riuscito – spiega Franco Bruno, della segreteria provinciale Fiom – la solidarietà che si è stretta attorno ai lavoratori discriminati ha impedito che la fabbrica producesse ”. Ma la Dema ha replicato con un comunicato molto duro.
“L’agitazione – scrive l’azienda – ha visto la partecipazione di soggetti estranei, non in forza all’azienda, ed è stata caratterizzata da violenze e minacce: ciò è molto grave. Inoltre – aggiunge l’impresa – i toni e i modi di tale agitazione hanno leso il diritto di sciopero e la scelta dell’esercizio dello stesso da parte dei dipendenti che avrebbero voluto e vogliono accedere nello stabilimento per lavorare. Ovviamente – avverte la Dema – l’azienda vuole tutelare i propri interessi e quelli dei dipendenti denunciando quanto accaduto alle autorità competenti per impedire altri atti incivili e violenti”.






