Partiti qualche giorno fa, gli esami di maturità rappresentano una delle fondamentali tappe nella costruzione sociale e culturale di ogni individuo.
Gli esami di maturità, che come ogni anno stanno mettendo a dura prova migliaia di giovani, costituiscono lo spartiacque tra l’età dell’adolescenza e ciò che dovremmo essere da adulti. Si parte con i due scritti e successivamente arriverà il momento del "quizzone", che precede le prove orali.
In questo scenario di tensione e mal di stomaco, non vi sono grandi novità per gli alunni con disabilità e per quelli con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA); qualche elemento di novità, invece, riguarda gli studenti con altri Bisogni Educativi Speciali.
Secondo l’annuale Ordinanza Ministeriale sugli Esami di Stato, si confermano le precedenti norme per gli studenti con disabilità e per quelli con DSA; precisa, invece, che gli allievi con altri BES possono avvalersi di misure compensative e di tempi più lunghi, sempre se questi sono previsti dai Piani Didattici Personalizzati.
Continuando a parlare di alunni disabili, vediamo che la commissione d’esame, basandosi sulla documentazione fornita dal consiglio di classe che sintetizza le attività svolte, dispone prove pari a quelle assegnate agli altri candidati. Queste prove, hanno lo scopo di appurare che lo studente abbia raggiunto una preparazione idonea per il rilascio del diploma. Per i candidati che hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal consiglio di classe, a differenza di quelli del primo caso, sono pronte delle prove differenziate, finalizzate al rilascio dell’attestazione?
(Fonte foto: Rete Internet)





