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Il secondo approfondimento sulle vicissitudini delle cave vesuviane trasformate malgrado tutto e tutti in discariche. All”interno la fotogallery

Eccoci a discorrere con l”Avvocato Perna, inusuale figura di legale ecologista. Persona a dir poco appassionata del suo Vulcano, uno che ama, oltre che discorrere, toccare con mano la realtà vesuviana. Entriamo, con quest”intervista in un aspetto più tecnico che apre spiragli sconosciuti e interessanti sull”aspra vicenda.

Avvocato Perna, lei è stato parte in causa nel blocco dell”apertura della discarica in località Pozzelle può raccontarci com”è andata?
“In località Pozzelle a Terzigno ci sono due cave, la SARI e la Vitiello, in merito a queste cave ci sono state tre conferenze dei servizi. Sulla base della legge speciale, la 90 del 2008, i due siti sono stati individuati in zona di interesse strategico nazionale, quindi una normativa che dava pieni poteri a causa dell”emergenza e abrogava tutte le norme ordinarie. Si attribuiscono quindi poteri straordinari alla protezione civile, superando tutte quelle difficoltà che scaturivano nell”aprire questi siti.

Ma cosa è successo, si è tenuta una prima conferenza dei servizi, per la cava SARI dove sulla problematica del superamento dei problemi concernenti l”impatto ambientale a maggioranza si è decisa l”apertura della discarica. Dopo di che si sono resi conto, la presidenza del consiglio e il sottosegretariato, che la viabilità esterna non era sufficiente per poter raggiungere le cave, per cui è stata necessaria un”ulteriore conferenza dei servizi. Il problema però sta nel fatto che queste aree previste per la viabilità sono all”esterno del perimetro ad interesse strategico nazionale, quindi noi come Ente Parco e Comune di Boscoreale abbiamo ritenuto che non s”applicasse la normativa, la 90 del 2008, ma bisognava applicare tutte le procedure normali e ordinarie previste dalla legge. E quindi abbiamo impugnato i risultati di questa conferenza.

Tra l”altro nella conferenza non era stata messa preventivamente a disposizione del Parco lo studio d”incidenza, il TAR ha quindi sospeso inizialmente l”esito del confronto. L”Ente Parco è un ente di gestione, trattandosi poi di zona ZPS, Zona a Protezione Speciale, si applicano anche le direttive comunitarie e l”ente di gestione deve essere informato preventivamente su ogni intervento fatto in quella determinata zona. Il sottosegretariato a indetto una terza conferenza dei servizi, il 31 dicembre, ottenendo nuovamente la maggioranza. Noi abbiamo impugnato nuovamente la cosa per una serie di irregolarità formali.”

Chi componeva questa maggioranza, oltre al sottosegretario, il Parco Nazionale e i comuni interessati?
“In effetti noi abbiamo proprio contestato il fatto che non erano stati convocati tutti i comuni interessati, molti soggetti chiamati a intervenire erano poi ininfluenti come Telecom, Gori, Corpo Forestale dello Stato che, per la stessa legge 90 del 2008, in loro assenza o con il mancato pronunciamento questa valeva come voto favorevole. Quindi chiamando alla conferenza soggetti totalmente disinteressati questi non si presentavano e automaticamente la maggioranza era assicurata e anche questo è stato impugnato con ricorso al TAR.

Cosa più importante per quanto riguarda la conferenza relativa a cava Vitiello, tenutasi a fine dicembre, ultimi giorni utili prima che intervenisse la legge 195 del 2009, che sanciva la fine dell”emergenza appunto al 31 dicembre, demandando le competenze a provincia e regione. Si indice dunque la conferenza con argomento anche la cava Vitiello, una megadiscarica che a regime avrebbe potuto contenere tre milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti talquale. Una delle discariche più grandi d”Europa. Basti pensare che la discussa discarica di Chiaiano dovrebbe contenerne cinquecentomila.

In tutta la regione è previsto uno smaltimento di 5 milioni di tonnellate di rifiuti, di questi cinque milioni, nel piano elaborato sulla base delle indicazioni commissariali tre milioni e mezzo devono andare nella cava di Terzigno, i due terzi di tutti i rifiuti campani devono andare nel Parco Nazionale del Vesuvio.”

È specificato quanti di questi rifiuti sono prodotti nella provincia di Napoli e quanti nelle altre province?
“No! Posso darti però tutti i dati per singola provincia. Nella provincia di Avellino, a Savignano Irpino è prevista una discarica da 300.000 tonnellate, per Benevento a Sant”Arcangelo Trimonte 165.000 tonnellate, Caserta San Tammaro 800.000 tonnellate, Napoli Chiaiano 500.000 tonnellate, Napoli/Terzigno (Sari/Vitiello) 3.500.000 tonnellate, Salerno 150.000 tonnellate, per un totale di 5.415.000 tonnellate di rifiuti.”

I due terzi nel Parco Nazionale. E si sa almeno il perchè?
“Sono i rifiuti che vengono da Napoli e che è comodo buttare lì. Ma tornando alla conferenza dei servizi, il commissariato di governo è andato sotto, c”è stato voto negativo.”

Come mai quest”inversione di tendenza?
“Perchè evidentemente è cambiata la sensibilità del territorio, alcuni che non s”erano presentati sono intervenuti, la Provincia di Napoli a votato negativamente alla realizzazione della discarica. Andando sotto, come previsto dalla 90 del 2008, la competenza passava al consiglio dei ministri che esprimeva il suo parere il 28 gennaio: “valutato prevalente l”interesse pubblico e per riavviare l”esecuzione dei lavori in un sito considerato di valenza strategica per il superamento del contesto di emergenza dei rifiuti nella regione Campania”.

Il governo ha dato parere favorevole.
Noi l”abbiamo impugnato al TAR perchè il 28 gennaio erano scaduti i termini del decreto e quindi c”è un profilo d”incompetenza per il consiglio dei ministri nel pronunciarsi in questo senso ma anche sotto il profilo motivazionale v”è una motivazione contraddittoria, perchè se tu emani un decreto legge, poi convertito (il195 del 2009), dove mi dici che il 31 dicembre è finita l”emergenza non puoi dire il 28 gennaio del 2010, quando l”emergenza rifiuti è cessata, che devi realizzare quella discarica per superare il contesto dell”emergenza dei rifiuti della regione Campania. Se tu, per legge, hai dichiarato che è stato superato non mi puoi poi emettere un provvedimento in contraddizione col decreto legge che tu stesso hai emanato.

Cosa ha fatto poi il TAR? Ha chiesto con un”ordinanza istruttoria al consiglio dei ministri una relazione dove si dicesse che cosa si stava facendo. L”ultima nota del consiglio demanda tutto alla competenza ordinaria, quindi anche un eventuale appalto dei lavori rientra nelle competenze ordinarie, risulta evidente che in tal caso subentrerebbero difficoltà per la Legge dell”Ente Parco (la 394 del 1991), che vieta la realizzazione della discarica e poi tutte le direttive comunitarie in materia che sono di rango costituzionale, e la conseguente possibilità di incostituzionalità della legge 90/08.”