Entro domani Cannavacciuolo e Montesarchio protocolleranno nel municipio di Acerra la richiesta di dimissioni di tutti i pubblici funzionari preposti al controllo ambientale del territorio.
Ambientalisti sul piede di guerra ad Acerra: Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio, gli ecologisti che con il loro coraggio sono riusciti a far emergere lo scandalo della collina di rifiuti, si apprestano a protocollare in municipio la richiesta di dimissioni dei pubblici funzionari preposti al controllo ambientale del territorio. Una richiesta che scaturisce dal sequestro della gigantesca discarica abusiva rinvenuta sul limitare delle contrade Pagliarone e Parmiano. Veleni portati nei campi dall’ecomafia fino ad appena qualche giorno fa, per un ammontare di 300mila metri cubi: un’enormità.
Il calcolo è del Corpo Forestale dello Stato, che ieri ha inviato tutti gli atti alla procura di Nola. I magistrati inquirenti delegheranno quindi le indagini di polizia giudiziaria alle forze dell’ordine. Per il momento nell’ammasso d’immondizie sono stati trovati rifiuti cimiteriali, amianto, scarti dell’edilizia e pneumatici. L’ecomostro è lungo quasi quanto due campi di calcio. E’ Circondato da due pioppeti, un filare di loti, una coltivazione di broccoli e una di cavolfiori.
E’ possibile osservarlo su Google Maps, la mappa satellitare interattiva consultabile da tutti. Nel perimetro dello sversatoio abusivo sono visibili dall’alto scarichi recenti. E’ di sei metri l’altezza massima della collina dei veleni dalla superficie dei terreni coltivati adiacenti. Non si sa, però, quanto la discarica sia profonda nè cosa contenga con esattezza. Resta infatti il problema della caratterizzazione dei rifiuti. Si attende l’arrivo dei tecnici dell’Arpac.


