Sant’Anastasia, “mazzette”: il tribunale della Libertà convalida gli arresti domiciliari per Terracciano

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Per l’ex sindaco deciderà la Procura di Nocera Inferiore, intanto spunta un manifesto dell’opposizione. Forza Italia, Udc e Pd: “Incondizionata fiducia nella magistratura”.

Nulla di fatto per Luigi Terracciano, il funzionario comunale che da metà dicembre scorso si trova in regime di arresti domiciliari, accusato di “induzione indebita a dare o promettere utilità”, una delle forme più gravi di concussione. Dopo l’udienza di ieri, oggi è stata resa nota la sentenza del tribunale della Libertà che ha confermato per l’appunto la misura cautelare, perciò convalida la sua permanenza agli arresti domiciliari. I suoi avvocati, Mario Terracciano e Antonio Del Vecchio hanno fatto sapere che, non appena lette le motivazioni (che dovrebbero essere depositate nei prossimi giorni), faranno ricorso in Cassazione.

Resta in carcere invece, ormai dal 14 dicembre scorso, l’ex sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito, arrestato in flagranza di reato. Per lui la decisione di confermare o meno l’ordinanza e la relativa custodia in carcere toccherà alla Procura di Nocera Inferiore alla quale i giudici del tribunale della Libertà hanno deciso che vada trasferita l’inchiesta per competenza, come richiesto dal suo avvocato Vincenzo Maiello in fase di dibattimento. Sant’Anastasia si avvia nel frattempo verso una nuova campagna elettorale e per adesso è governata, dopo le dimissioni di Esposito e dei suoi consiglieri, dal commissario prefettizio Anna Nigro, delegata del Prefetto Antonio Musolino.

Ieri, Pd, Udc e Forza Italia, partiti che in consiglio comunale rappresentavano l’opposizione ad Esposito, hanno firmato un manifesto pubblico nel quale auspicano che il paese volti definitivamente pagina. “L’anno trascorso, per Sant’Anastasia, si è concluso vivendo gravissimi problemi amministrativi” – scrivono augurando contemporaneamente un 2014 sereno e di vera crescita etica ed economica. I partiti di opposizione non fanno mai cenno, nemmeno nel manifesto pubblico, alla vicenda delle “mazzette” che ha sconvolto la comunità, ma si scagliano però contro i consiglieri di maggioranza e le “recondite” motivazioni alla base delle loro dimissioni.
(Fonte foto: Rete internet)

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