Ricordi lontani del giocatore argentino che ha fatto la storia della squadra azzurra. E di lui, ad oggi, non resta che un ricordo lontano.
C’era una volta Diego Armando Maradona… Quella dell’alieno altissimo, venuto da un pianeta lontano a liberare i napoletani dagli invasori a strisce, è la favola vera che ogni papà racconta la sera al proprio figlio per farlo sognare e per farlo crescere sano e azzurro.
Quelle di Pinocchio, Peter Pan, Cenerentola, Biancaneve sono favole per bambini diversamente napoletani, e qualunque genitore provasse a far addormentare uno scugnizzo napoletano raccontandogli la storia di Cappuccetto Rosso o della principessa sul pisello, rischierebbe di addormentarsi da solo, con il figlioletto che demolisce la casa a colpi di super santos. La vigilia di ogni Napoli – Milan fa rivivere quelle atmosfere spaziali di quelle sfide ipergalattiche degli anni ‘80. Gli olandesi volanti erano un po’ come i Mostri lanciati da Vega che cercavano di conquistare la Terra. Solo che non erano lanciati proprio da Vega ma da Arcore.
E Diego Armando Maradona, per gli amici UFO Robot, era chiamato a distruggere il Male. Gli ottantamila paganti del San Paolo, più i diecimila non paganti, cantavano “si trasformava in un raggio missile con circuiti di mille valvole, l’argentino dribbla e vaaaa. Ma chi èèè? Ma chi èèè?” E gli invasori a strisce ancora non sono riusciti a capire chi era, e da quale Galassia potesse essere disceso quell’essere soprannaturale dal fisico metafisico. Il povero Giovanni Galli è stato a lungo in analisi per cercare di capire come fosse potuto accadere che uno dribblasse tre difensori, palleggiando e infilando il pallone in porta, e il suo stesso psicanalista pare si sia suicidato dopo aver visto gli infiniti modi surreali in cui l’alieno riusciva a smentire tutte le leggi della fisica.
Da allora, lo Spirito di Diego, in ogni sfida tra Napoli e Milan, continua ad imperversare sul San Paolo, provando ad impossessarsi ora di Paolo Di Canio, ora di Edinson Cavani, ora di Christian Abbiati. Galliani ne ha urlate di tutti i colori al suo portiere nell’ultima sfida. Un portiere che realizza una doppietta non si era mai visto, a parte Benji Price in una amichevole Newteam contro i Muppets. E il sosia di Zio Fester proprio non si è riuscito a spiegare per dove siano passati quei due palloni, calciati da Inler e Lorenzo Insigne. Abbiati ha provato a giustificarsi dicendo che sul primo goal gli era apparso Careca che lanciava i componenti a Maradona, e che sul secondo era rimasto abbagliato dai nuovi led luminosi, che trasmettevano il meglio di Mezzanotte e dintorni, apposta per ipnotizzarlo.
Bergonzoni fischia la fine di una partita non divertentissima, svegliando Gianni, che si era addormentato davanti al televisore con Gennarino in braccio. Ma, nonostante la partita non esaltante, lui è convinto che il ciuccio ritornerà a volare. Accarezza il suo bimbo, e gli sussurra: «ché la vita ti sia azzurra»!
(Fonte foto: Rete Internet)

