L’uomo, sfuggito all’arresto durante il blitz dei Carabinieri di Napoli contro il gruppo “Mallardo”, è stato stanato la scorsa notte mentre dormiva insieme alla sua famiglia in una lussuosa villetta sul litorale di Sperlonga.
La scorsa notte i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della Compagnia di Giugliano in Campania hanno arrestato il latitante Biagio Micillo (foto), classe ‘56, trovato in una lussuosa villetta sul litorale di Sperlonga (LT) a seguito di una articolata attività d’indagine avviata nel mese dello scorso giugno.
L’uomo era riuscito a sfuggire all’arresto durante il blitz dei Carabinieri di Napoli dello scorso 6 giugno contro il clan camorristico "Mallardo" che ha portato alla cattura di 46 suoi complici ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, traffico e spaccio di stupefacenti ed al successivo blitz del 26 giugno contro il clan "Pianese-D’Alterio", con i quali aveva stretto un’alleanza. A seguito degli arresti dei due latitanti Giuseppe Dell’Aquila e Francesco Napolitano considerati elementi apicali del clan "Mallardo" Biagio Micillo aveva assunto la direzione del citato gruppo criminale, consolidando i già esistenti rapporti illeciti con i clan "Pianese – D’Alterio" di Qualiano e dei "Casalesi" della provincia di Caserta.
I provvedimenti restrittivi eseguiti il 6 e il 26 giugno rispettivamente dal Raggruppamento Operativo Speciale di Roma e dal Gruppo di Castello di Cisterna hanno delineato gli assetti e le alleanze della criminalità organizzata presente nell’area giuglianese, tracciando le dinamiche esistenti all’interno dei clan attenzionati, definendo le alleanze, le posizioni di vertice ed il ruolo degli affiliati e, soprattutto, documentando il rilevante volume di affari illeciti gestiti dai citati sodalizi nelle aree di riferimento, con il conseguente sequestro preventivo di beni mobili ed immobili di ingente valore, accumulati illecitamente negli anni.
Il risultato odierno sottolinea l’incessante attività di contrasto alla criminalità organizzata svolta in maniera sinergica nella provincia di Napoli dalle forze di polizia e dall’Autorità giudiziaria che all’inizio dell’anno ha portato, per quanto attiene all’Arma dei Carabinieri, all’arresto di 91 persone per associazione di tipo mafioso, al rinvenimento di numerose armi appartenenti ai clan delle aree di riferimento (127 pistole, 57 fucili e 5.000 cartucce, tra cui 2 fucili d’assalto, 2 pistole mitragliatrici e le 8 pistole semi-automatiche operati il 14 agosto a Scampia) ed alla confisca e sequestro di beni mobili e immobili del valore complessivo di 95 milioni di euro, riconducibili alle attività illecite dei gruppi camorristici.
L’Arma dei Carabinieri, inoltre, ha ulteriormente potenziato l’attività di controllo del territorio nel capoluogo ed in provincia, grazie anche all’invio di 30 unità delle CIO da parte del Comando Generale (che da questo fine settimana arriveranno a 50), garantendo la presenza attiva di un maggior numero di pattuglie nell’arco delle 24 ore, allo scopo di rispondere in maniera più adeguata ed efficace alle richieste di sicurezza della popolazione ed al fine di contrastare con maggiore incisività il crescente fenomeno degli omicidi, che ha fatto registrare dall’inizio dell’anno 41 vittime.
In quest’ambito le forze dell’ordine hanno eseguito nei quartieri di Scampia e Secondigliano, particolari servizi di prevenzione e repressione ad "Alto Impatto" che hanno portato al sequestro di armi e stupefacenti ed hanno influito in modo sensibile la presenza stabile e continua su strada con controlli a soggetti ritenuti d’interesse operativo.
(Fonte foto: Arma dei Carabinieri di Castello di Cisterna)


