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Ad otto anni dalla manifestazione di protesta, la federazione dice no alla rassegnazione, no all’incenerimento dei rifiuti, nè ad Acerra nè altrove.

Sono trascorsi otto anni dalla manifestazione del 29 agosto 2004, quando circa 30.000 persone si opposero fermamente alla costruzione dell’inceneritore e furono brutalmente represse. La Federazione della Sinistra di Acerra vuole ricordare che quella lotta di popolo continua ad avere fondamento. Il più grande impianto d’incenerimento d’Europa, costruito con tecnologia già obsoleta, non si è rivelato la soluzione all’emergenza rifiuti in Campania. Inaugurato in pompa magna da Berlusconi nel 2009, nel corso di 2 anni e mezzo di esercizio, ha visto più volte lo stop forzato a causa di guasti alle linee e alle caldaie; le vane promesse di ristori, compensazioni, riduzioni di energia per la comunità acerrana sono servite solo a placare la sacrosanta protesta di chi non voleva diventare la pattumiera della Campania.

In questi anni la Federazione ha sempre denunciato tutto questo, spesso inascoltata come quando è stato chiesto d’intervenire rispetto allo sforamento di polveri sottili PM10, rilevato dalle centraline dell’Arpac. La risposta è stata la cancellazione dei dati dal sito dell’agenzia regionale e la propaganda di alcuni sconsiderati per i quali la soluzione è vigilare dall’interno affinché l’inceneritore funzioni bene.
Come se avere un membro in un consiglio d’amministrazione possa garantire la salute dei Cittadini e la tutela dell’agricoltura!

La Federazione della Sinistra, continua a ritenere quell’impianto dannoso e solo un business per l’Impregilo come si capisce dalla cifra astronomica che la Regione dovrà sborsargli per il suo acquisto. Ancora la Federazione asserisce “Non esistono elementi di mediazione o mitigazioni possibili: l’inceneritore va chiuso! Quell’impianto va considerato estraneo allo sviluppo futuro della nostra Città sempre che non si voglia trasformare Acerra nel polo dello smaltimento dei rifiuti campano o della produzione inquinante di energia! Se plaudiamo ai Cittadini acerrani che con senso di civiltà e responsabilità hanno permesso che la raccolta differenziata arrivasse in poco tempo a percentuali altissime, tuttavia gli chiediamo di non lasciarsi abbindolare da politici o amministratori che dicono che l’inceneritore porterà benessere al nostro territorio: già incalcolabili sono invece i danni alla salute che sono stati prodotti.

Bisogna indignarsi e avere il coraggio di riprendere la mobilitazione, quella che abbiamo già conosciuto, fatta da azioni di lotta popolare non solo ad Acerra ma in tutti i territorio sfregiati da discariche o dove si vorrebbero realizzare impianti d’incenerimento.
A maggior ragione perché non c’è nessuno che ci tutela veramente. Basti vedere le vicende delle eco balle.
È ormai una contraddizione inaccettabile che un’area militarizzata veda due incendi nelle proprie prossimità a distanza di poco tempo l’uno dall’altro!

È evidente che sul Pantano si sono intrecciati interessi pseudo legali e criminosi e a questo punto la presenza dei militari finisce solo per garantirli tenendo lontani i Cittadini da quel loro pezzo di territorio.
Chiediamo pertanto l’immediato ritiro dell’esercito dal pantano e che coi soldi che lo Stato risparmierà si proceda a video-sorvegliare le zone dei roghi notturni e a dar vita ad azioni sinergiche fra le forze dell’ordine per prevenire e reprimere tali pericolosi fenomeni.”
(Fonte Foto:Rete Interent)