La Gesamtkunstwerk di Hermann Nitsch nel cuore di Napoli

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Il Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch ospita una ricca collezione dedicata alle performance del maestro dell’ Azionismo Viennese.

Nel ventre di Napoli, dove un labirinto di vicoli s’intreccia all’anima più popolare della città, sorge un luogo che, forse, non tutti conoscono: è il Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch. Il centro è legato alla Fondazione Morra, sorta per promuovere e divulgare la cultura della comunicazione visiva, ed è il frutto della caparbia volontà di Giuseppe Morra, da decenni attivo a Napoli dove “fin dalla fine degli anni Sessanta, ho profuso le mie energie per contribuire al cambiamento culturale della mia città, l’arte per me non è mai stata relegata ad una mera dimensione estetico-visiva, ma è coincisa con la vita; ed è stata per me ragione di vita.

Sono stato precursore di correnti che solo in seguito si sono storicizzate, compagno di viaggio di artisti, poeti e drammaturghi successivamente riconosciuti a livello internazionale, ho sempre lavorato d’anticipo, secondo l’idea, di un’arte intesa non come un mezzo per il successo, per il mercato, ma per l’amore della ricerca, della conoscenza, dell’arte per l’arte”.

Il museo nasce dalla conversione di uno stabile originariamente pensato per ospitare un impianto per la produzione di energia elettrica di fine Ottocento ed è, dunque, un felice esempio di riqualificazione culturale di un’ architettura industriale le cui caratteristiche razionali, spazi sobri dalle ampie dimensioni, rappresentano il contesto adatto per ospitare e approfondire le tematiche artistiche, permeate da una dimensione filosofico-poetica, del maestro viennese Hermann Nitsch, raccolte in oltre trent’anni di attività. Il centro polifunzionale, che accoglie anche una biblioteca-mediateca, il Dipartimento per il Cinema Sperimentale Indipendente, l’ Audioteca di Musica Contemporanea e i centri di Documentazione, Ricerca e Formazione e quello per le Arti Performative e Multimediali, vanta una collezione vastissima e completa delle performance dell’ artista austriaco, raccolta che ha visto la luce grazie alla proficua collaborazione con Giuseppe Morra, dal 1974 ad oggi.

Un santuario della Gesamtkunstwerk, opera d’arte totale sviluppata dall’ OM Theater (il Teatro delle Orge e dei Misteri), con tanto di memorabilia, cimeli e materiali superstiti e testimoni delle action-performance ordite dall’artista viennese.
Insieme con Gunter Brus e Otto Muhl, Hermann Nitsch è una delle menti creative da cui prende vita l’Azionismo Viennese, corrente nata dalle ceneri delle avanguardie europee, spazzate vie dall’esperienza della guerra, e in conseguenza delle influenze travolgenti della neoavanguardia americana. Ma se gli happening d’oltreceano (quelli di Kaprow, Oldenburg e Dine) verificavano l’universo della mass-culture e lo scontro tra corpo e tecnologia, il sentiero battuto dall’ Azionismo viennese è, fin dall’inizio, connotato dalla teatralità e dalla ritualità.

Dalla riscoperta della psicanalisi post freudiana, la teatralità viennese attinge un repertorio complesso, connesso allo sviluppo istintuale e alle primitive azioni di una sessualità regressa. L’opera diventa una manifestazione composita “che utilizza i modelli scientifici derivati dalla psicologia profonda e dalla psicologia delle masse per riaccendere quel genere di esperienza che i culti dell’antichità fino al Cristianesimo dovevano presumibilmente avere offerto” ("ARTE DAL 1900"- H.Foster , R. Krauss, Y-A. Bois, B. Buchloh).

L’ Orgien Mysterien Theater di Nitsch offre uno spettacolo coinvolgente, la cui sacralità attinge alla ritualità delle religione, in un atmosfera catartica, da tragedia classica, dove la parola d’ordine è simultaneità: oggetti, materiali, visioni e azioni vengono coniugate in un’operazione ieratica ma, soprattutto, sinestetica, capace di interpellare tutti i sensi, perché, come afferma l’artista, “quando tutto è stato detto, scolpito, scritto, dipinto, fotografato, musicato, filmato, insomma quando tutte le forme artistiche hanno esaurito i modelli d’espressione, l’uomo cerca di avvicinarsi al divino utilizzando qualsiasi mezzo, ma, spesso, il prezzo da pagare è altissimo”.
(Fonte Foto:Rete Internet)

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