Ieri mattina giornata di guerriglia urbana ad Acerra. I senza lavoro chiedono a Comune e Regione di poter lavorare nei progetti di risanamento ambientale. Fotogallery
Milioni di euro sono stati stanziati per le bonifiche nella Terra dei Fuochi. Una miscela esplosiva. Ieri, quindi, disoccupati in rivolta ad Acerra, uno degli epicentri della crisi e degli scempi ambientali.
Una mattinata di ribellione segnata dall’occupazione del municipio, dagli scontri con la polizia, da una colluttazione tra il dirigente del commissariato locale e un ex operaio della Fiat e, dulcis in fundo, da una sassaiola sui furgoni dei carabinieri. Alla fine della brutta vicenda il vicequestore Pietropaolo Auriemma, responsabile del commissariato di Acerra, denuncerà a piede libero quindici disoccupati. Auriemma è rimasto ferito nel corso di un parapiglia con Mimmo Mignano, il leader dei Cobas ed ex operaio della Fiat di Pomigliano, licenziato dall’azienda cinque anni fa. In base al referto dei medici il dirigente di polizia ha riportato contusioni, escoriazioni e distorsioni guaribili in una settimana.
Ferito anche Mignano, per il quale i sanitari hanno diagnosticato traumatismi intracranici e una ferita intracranica esposta: prognosi di quattro giorni. E’ il bilancio di poco più di quattro ore di battaglia. Alle cinque del mattino una cinquantina di disoccupati del Movimento Disoccupati Autorganizzati e della lista dei Nuovi Disoccupati Autorganizzati, una formazione creata di recente, penetrano da una porta secondaria nel municipio di Acerra. C’è solo un vigilante a guardia, che viene allontanato facilmente.
I senza lavoro si barricano nel palazzo. Sbarrano porte e finestre servendosi anche di sedie e contenitori della spazzatura. Alle otto vigili urbani, dipendenti comunali e utenti assistono allo “spettacolo” da lontano, dalla strada. Intanto alcune decine di militanti dell’Nda e qualche operaio ed ex operaio della Fiat restano all’esterno. Presidiano l’ingresso laterale. Con loro Mimmo Mignano e Marco Cusano, un cassintegrato del reparto logistico di Nola. Ore dieci: lo sgombero. Secondo quanto scritto in un comunicato della polizia il vicequestore Auriemma decide di dare il via alla liberazione del comune per volontà del sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri.
Il dirigente del commissariato e una decina di poliziotti del reparto mobile fanno irruzione nell’edificio dopo aver rimosso senza problemi il cordone formato dai militanti piazzati all’esterno. A quel punto gli occupanti scappano sul tetto del comune. Gli agenti però riescono a bloccare un senzalavoro dell’Mda, Carmine Lettieri, che viene fermato per accertamenti e condotto in un’auto del commissariato. E’ il culmine della tensione. Mignano e Cusano, insieme a una decina di manifestanti, bloccano la vettura della polizia.
“Fate scendere il nostro compagno”, urlano. Ma Auriemma chiede i documenti all’ex operaio Fiat, che però si rifiuta di obbedire. Ne nasce una colluttazione tra l’attivista Cobas e il dirigente di polizia. Intanto dal tetto del municipio i disoccupati, inviperiti, danno il via a una sassaiola. I pezzi di cemento gettati dall’alto fortunatamente non colpiscono nessuno ma danneggiano un furgone del decimo battaglione dei carabinieri. Poi alcuni ragazzi sopraggiungono per aiutare Mignano, ma vengono immediatamente messi in fuga da una carica. Subito dopo Mignano, Cusano e Lettieri vengono condotti al commissariato.
Ore undici: Auriemma parlamenta con gli occupanti, che alla fine decidono di andare via. Infine, corteo di solidarietà ai fermati, fino al commissariato. Saranno tutti rilasciati. Quindici i manifestanti denunciati, Mignano e Cusano compresi.

