Acerra, sorpresa: l’Atr vuole smaltire 600 tonnellate al giorno di rifiuti

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Dalla conferenza dei servizi tenuta ieri alla Regione spunta un nuovo e più clamoroso dato: la società acerrana ha fatto richiesta per un quantitativo di scarti pericolosi e non pericolosi superiore a quanto finora reso noto dall’ente campano.

Sono 600 e non 60 le tonnellate al giorno di rifiuti pericolosi e non pericolosi che l’Atr vuole trattare nella zona industriale di Acerra. Dunque, si parla di circa 200mila tonnellate all’anno e non delle 20mila che in un primo momento si era dedotto dall’esito della prima conferenza dei servizi ad hoc, tenuta alcune settimane fa. Ieri quindi la seconda conferenza alla Regione, alla presenza del sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, che ha fatto conoscere ai dirigenti dipartimentali dell’ente campano il parere negativo del comune al rilascio delle autorizzazioni municipali alla società acerrana che vuole realizzare il nuovo polo di trattamento dei rifiuti.

Alla conferenza di ieri mattina hanno partecipato, in veste di osservatori, i comitati ambientalisti locali. A un certo punto però sono volate parole grosse da parte di alcuni ecologisti all’indirizzo dell’ingegnere intervenuto per esporre le ragioni di Atr. La tensione è aumentata al massimo quando è stato reso noto che le tonnellate da smaltire sono molte di più di quelle fatte trapelare dalla Regione in una seduta precedente. Ma un altro momento incandescente si è consumato quando l’esponente dell’Atr ha sostenuto che la società abbia già ottenuto dagli organi preposti il parere favorevole di valutazione d’impatto ambientale. A quel punto il presidente della conferenza, un dirigente regionale, ha fatto allontanare i rappresentanti dei comitati.

Cosa che ha suscitato indignazione. ” Militanti impegnati nella Terra dei Fuochi espulsi d’arbitrio nonostante lottino ogni giorno per tutti – commenta Alessandro Cannavacciuolo, dei volontari delle Guardie Ambientali – gente che lotta per tutti e anche per quella maggioranza che non fa nulla. Una lotta nella speranza di ottenere un ecosistema più sano o, per meglio dire, meno pericoloso di quello che si sta dimostrando, stando almeno allo studio appena pubblicato dall’Istituto Superiore della Sanità, studio che è stato criticato da importanti esponenti del governo “. La conferenza dei servizi di ieri è terminata senza che sia stata presa una decisione definitiva. Prossimo appuntamento: probabilmente a settembre.
(Fonte foto: Rete internet)

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