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Acerra, polo dei rifiuti pericolosi: consegnato il progetto agli ambientalisti

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Ieri il comune ha consegnato nella mani dell’ingegner Tony Petrella lo scatolone del piano con cui i business men dell’immondizia vogliono insediare un polo di trattamento degli scarti liquidi: da 600 tonnellate al giorno.

Quella dei “Volontari per Francesco” è una delle associazioni di volontariato ambientaliste più agguerrite di uno dei territori simbolo della Terra dei Fuochi devastata dall’ecomafia, Acerra.

Il nome di questo comitato di ecologisti è dedicato a uno dei tanti martiri del territorio, un uomo ucciso dal cancro che non dà scampo. L’ingegner Antonio Petrella, chiamato dagli amici Tony, è il fondatore e sostenitore dei “volontari per Francesco”. Ieri la tigna di Tony è riuscita a ottenere un risultato di non poco conto: la consegna di tutte le copie del progetto del polo dei rifiuti pericolosi, il temuto impianto di trattamento degli scarti liquidi, una struttura che vuole realizzare un gruppo imprenditoriale della zona, gruppo i cui principali esponenti sono stati condannati l’anno scorso per traffico di rifiuti tossici.

Il sindaco di Acerra però è contrario a questo progetto. Raffaele Lettieri, esponente locale di punta dell’Udc, ha dato ordine ai responsabili preposti di consegnare le carte del piano a Petrella, che a sua volta le girerà a tutti i comitati ambientalisti. Ma in un comunicato l’ingegnere ambientalista precisa: “E’ stato a seguito della richiesta d’ accesso agli atti da parte di comitati ed associazioni, Donne del 29 Agosto, Volontari per Francesco, OSIS, Guardie Ambientali ed Endas, che è avvenuta la consegna, da parte del comune di Acerra, di una “Copia Conforme” del progetto dell’A.T.R. presentato, in conferenza dei servizi, dall’omonima società, per la prima volta da quando ha fatto richiesta dell’ A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale)”.

A ogni modo comune e ambientalisti pare proprio che stavolta più che mai stiano facendo fronte comune. La conferenza dei servizi istituita dalla Regione potrebbe decidere sull’insediamento di questo nuovo impianto entro settembre, al massimo entro il mese successivo. “Lo contrasteremo – preannuncia Petrella – sarebbe un’altra industria insalubre dopo la Montefibre, che ha chiuso senza bonificare niente, l’inceneritore, che brucia di tutto e di più in regime di conflitto di competenza emettendo in atmosfera 4 miliardi e 600 mila Nmetri cubi di gas all’anno, come da progetto, e dopo la Fri-el, che emette in atmosfera 2 miliardi e 300 mila metri cubi all’anno, come da progetto, l’NGP, industria di depurazione di sostanze nocive, e l’ECODRIN, autorizzata alla lavorazione anche di amianto”.

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