“E’ una vicenda sconcertante”, afferma Pasquale Marangio, ex assessore comunale all’ambiente. Il politico, insieme all’ex sindaco Esposito, chiese e ottenne la costituzione di parte civile del comune al processo contro l’azienda di smaltimento.
Pasquale Marangio, esponente locale del Pd nonché assessore all’ambiente del comune di Acerra dal 2009 al 2011 si dichiara “sconcertato per la vicenda Italambiente”.
La società privata di trattamento degli inerti, con sede nella zona industriale, alle spalle dell’inceneritore e nel bel mezzo di un vero e proprio polo dell’immondizia, ha chiesto alla Regione l’autorizzazione per lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Intanto il dipartimento ambiente di palazzo santa Lucia ha fatto anche partire la conferenza dei servizi finalizzata al rilascio del permesso. Marangio però, che conosce bene la questione, non sta nella pelle e punta l’indice contro i dirigenti regionali che hanno avviato questo procedimento. “E’ incredibile – sbotta l’ex amministratore – la Regione Campania ha avviato un procedimento finalizzato all’autorizzazione per lo stoccaggio dei rifiuti quando Italambiente è un sito perimetrato e individuato dal ministero dell’Ambiente come sito di interesse nazionale per le bonifiche, come recita il recente decreto Clini divenuto di competenza regionale”.
Italambiente è dunque un impianto “perimetrato” vale a dire che è stato praticamente congelato dalle istituzioni competenti. “Sì – conferma Marangio – se non viene realizzata la caratterizzazione del sito, l’approvazione e realizzazione degli interventi di bonifica quel luogo non si può modificare, non può fare altre attività se non quella che attualmente svolge: la bonifica è preliminare a ogni cosa. Per questa ragione, infatti, l’autorizzazione integrale ambientale, l’“Aia”, è stata negata all’azienda due anni e mezzo fa”. Marangio quindi sostiene che “la conferenza dei servizi non poteva neanche essere convocata” e rivolge un appello all’assessore regionale all’ambiente, Paolo Romano: “I suoi uffici devono svolgere una reale funzione di salvaguardia dell’ambiente”.
Infine la stoccata al comune di Acerra: “Deve assicurare il peno accesso agli atti, come la convocazione delle conferenze dei servizi. Da quando si è insediata questa giunta non viene più garantita la pubblicazione sul portale di queste notizie, cosa che avveniva tranquillamente con la precedente amministrazione. Ricordo anche a chi guida l’assessorato all’Ambiente e alla Legalità che il comune di Acerra si è costituito parte civile in un procedimento penale al tribunale di Napoli. Procedimento relativo, tra l’altro, proprio a quel sito, a causa dell’occultamento dei rifiuti nel sottosuolo durante il periodo dell’emergenza – conclude Marangio- Anche da questo si comprende che il comune non abbia più una politica per l’ambiente. E di questo non gioisco affatto!”.




