Ennesima operazione nei campi devastati dall’interramento dei rifiuti tossici. Sigilli a un terreno non coltivato vasto più di tre campi di calcio.
Livelli di azoto, di polibenzene e di altre sostanze tossiche superiori a quelli consentiti dalla normativa che regola le aree destinate a verde. I dati delle analisi dell’ Arpac sono allarmanti per cui la polizia municipale di Acerra ieri mattina ha sequestrato un terreno enorme, in località Lenza Schiavone.
In base all’indagine dei caschi bianchi l’area, di 20mila metri quadrati, grande cioè più di tre campi di calcio, risulta riconducibile, direttamente o per via parentale, a un gruppo di imprenditori condannati dal tribunale per traffico di rifiuti tossici. A ogni modo il terreno sequestrato non risulta coltivato nonostante si trovi in una zona agricola molto fertile e intensamente sfruttata. Secondo autorevoli fonti del comune la proprietà di questi 20mila metri quadrati è ripartita in vari lotti. Alcuni di questi appezzamenti appartengono a un gruppo di smaltitori di rifiuti che otto fa furono arrestati, e successivamente condannati in primo grado, per traffico di scorie chimiche.
Altre frazioni dello spazio in cui si è consumata l’operazione di polizia si trovano invece intestate ai parenti di questi personaggi finiti da tempo nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia. Con quest’ultimo sequestro l’area di Lenza Schiavone, territorio a nord di Acerra, al confine con il comune di Maddaloni, nel Casertano sudorientale, è stata praticamente tappezzata di provvedimenti giudiziari a scopo preventivo, finalizzati cioè alla tutela della salute pubblica. Qui sono stati sversati rifiuti tossici che sono stati mescolati al terreno naturale, dove poi i contadini hanno continuato a coltivare prevalentemente ortaggi, di tutti i tipi.





