Gli ambientalisti hanno reso note le analisi di un campo di patate sequestrato il 29 maggio scorso: metalli pesanti e pcb oltre i limiti. Sostanze rinvenute anche in un’altra coltivazione di patate sigillata quattro giorni prima, nella stessa area.
Località Lenza Schiavone, nei pressi di una discarica autorizzata, dismessa da qualche anno, uno sversatoio finito nel processo sul più grande traffico di rifiuti tossici scoperto nel Napoletano, il processo Carosello Ultimo Atto. Qui, a poca distanza dal sito delle schifezze, in un terreno di proprietà della madre di un gruppo di imprenditori condannati in primo grado al processo Carosello, gli ecologisti, che hanno incaricato un laboratorio di analisi privato accreditato, hanno accertato una contaminazione non rientrante nei valori consentiti dalla legge. Ecco l’elenco dei veleni in eccesso: arsenico, berillio, cadmio, cromo, mercurio, nickel, piombo, rame, zinco, ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e pcb (policlorobifenili, le diossine).
Il campo è coltivato a patate. Ampio 6mila metri quadrati, la grandezza di un campo di calcio, era stato sequestrato dalla polizia municipale il 29 maggio scorso. Tre giorni prima, il 26 maggio, a poche centinaia di metri, i caschi bianchi avevano sequestrato un altro campo coltivato a patate, in questo caso quattro volte più grande. Anche qui l’Arpac aveva rilevato lo stesso tipo di contaminazione poi riscontrata nel terreno dell’ultimo sequestro in ordine di tempo. Quindi, a giugno, l’intervento di Antonio Amato, presidente della commissione regionale sull’ecomafia, che in extremis ha chiesto e ottenuto dal comune di Acerra il blocco della commercializzazione delle patate cresciute nei terreni avvelenati. L’ultima operazione della polizia municipale, quella del 29 maggio, era stata preceduta da un brutto fuoriprogramma.
Qualcuno infatti aveva tentato di investire con la sua auto gli ambientalisti che avevano segnalato alle autorità preposte il terreno sospetto, poi sigillato dai caschi bianchi. L’episodio si era verificato qualche giorno prima che scattassero i sigilli del terreno, quando gli ecologisti Alessandro Cannavacciuolo, Antonio Montesarchio e Paolo Esposito, le Guardie Ambientali di Acerra, si sono recati sul posto perchè alcuni contadini avevano comunicato l’esistenza di un campo probabilmente zeppo di rifiuti. Qui, in località Lenza Schiavone, ignoti a bordo di un’Alfa 156 avevano tentato di investire i volontari dell’ambiente. Ma fortunatamente le Guardie Ambientali sono riuscite a schivare l’auto, che poi si è dileguata. Il tutto è stato denunciato alla polizia. Agli investigatori è stato riferito il numero di targa della vettura pirata.


