I messaggi ingiuriosi e intimidatori sono stati affissi anche davanti alla scuola frequentata dalla figlia di Lettieri. Nel giorno della festa del papà. Indaga la polizia.
Il tentativo d’intimidazione è stato messo a segno attraverso modalità e frasari davvero di cattivo gusto: “Papà ma sei corrotto, che peccato, i miei amici mi dicono questo a scuola: “Tuo padre fa il sindaco ma è corrotto”.
Insulti scritti su una serie di manifesti e indirizzati, ovviamente in forma anonima, al sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri. Accuse infamanti messe nero su bianco e appese anche davanti alla scuola frequentata dalla figlia del primo cittadino, evidentemente tanto per colpire nel modo più meschino possibile. I manifesti, tutti uguali, sono poco meno di una decina e sono stati apposti proprio nel giorno della festa del papà, l’altro ieri, mercoledì, in tutti i punti più frequentati del centro di Acerra e della sua immediata periferia. Caratteri cubitali inseriti in un foglio rettangolare, orizzontale, la base più lunga dell’altezza, anche con un accenno di grafica, una linea di cornice dagli angoli smussati. Uno di questi manifesti è stato attaccato al muro del cimitero. L’azione intimidatoria è stata certamente messa a segno di notte.
A ogni modo mercoledì mattina i manifesti erano già stati tutti coperti. E’ un malcostume molto meridionale e, probabilmente, anche molto italiano quello dei manifesti anonimi, dei falsi profili facebook e dei blog privi di autori identificabili. Un malcostume che vede protagonisti un po’tutti, sia esponenti di maggioranze politiche che di opposizioni varie. Intanto il sindaco Lettieri ha sporto denuncia presso il locale commissariato. Indaga il vicequestore Pietropaolo Auriemma. Ultimamente, sempre ad Acerra, si è sviluppato un altro fenomeno, quello dei manifesti firmati da movimenti civici inesistenti.
Grandi fogli, stampati addirittura in qualche tipografia, con firme fasulle e che sparano a zero sui componenti dell’amministrazione comunale, composta da Udc e liste civiche, e sui vari esponenti del consiglio municipale. In questo territorio molto difficile le lettere anomime, poi, si sprecano. Missive zeppe di accuse al curaro nei confronti di chiunque. Ma pure utilizzate a scopo pacifico e benevolo nei riguardi dell’intera collettività. Come quelle che vengono solitamente indirizzate alle amministrazioni locali e alle forze dell’ordine per segnale il traffico dei rifiuti nelle campagne. C’è però chi rifiuta il malcostume dell’anonimato.
Come gli ambientalisti della zona Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio: sono loro decine di denunce depositate presso gli organi preposti. Ma si tratta di casi rari in un’area omertosa come questa, in cui la paura regna sovrana.
(Fonte foto: Rete Internet)






