A San Giuseppe Vesuviano si parla di inquinamento elettromagnetico

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L’incontro si è tenuto in una sala consiliare gremita. Molti gli interrogativi dei cittadini, poche le certezze dell’Amministrazione.

Il mercoledì sera è stato scelto dall’Amministrazione Catapano come il giorno dell’ascolto e dell’incontro con i cittadini e le associazioni per parlare di raccolta differenziata. Ieri sera era il settimo incontro della serie e all’ordine del giorno vi era il caso del nuovo ripetitore della Vodafone posizionato nel piazzale della stazione della Vesuviana proprio di fronte al popoloso quartiere di via Ceschelli a due passi da piazza Garibaldi.

A moderare gli interventi ci ha pensato il presidente del consiglio comunale Nello De Lorenzo insieme al sindaco Catapano e al vice sindaco Dolores Leone, presenti molti consiglieri di maggioranza e il rappresentante di Vocenueva –Libera –PD Antonio Borriello.
Da subito è partito un vero fuoco ad alzo zero da parte di cittadini terrorizzati dalle conseguenze di vivere così vicino ad un impianto che emette onde elettromagnetiche, alcuni hanno portato l’esempio di comunità che sono riuscite ad impedire l’istallazione di simili impianti, tanti hanno portato in sala il dramma di famiglie distrutte da morti precoci causate da leucemie e gravi malattie degenerative. De Lorenzo ha avuto serie difficoltà per gestire gli interventi anche perché, da politico navigato, ha cercato di scaricare tutte le responsabilità sulla passata amministrazione.

L’attuale dirigente dell’Ufficio Tecnico, Arturo Vanessa, ha informato i cittadini che l’impianto è stato realizzato a seguito di una richiesta di Dia ( Dichiarazione Inizio Attività) che dopo 30 giorni dal protocollo consente di iniziare i lavori con il criterio del silenzio/assenso. Nonostante tutto il comune ha richiesto un parere all’ARPAC che ha risposto che l’impianto è regolare, non contento l’Ufficio Tecnico ha chiesto un integrazione che ancora non è disponibile. Purtroppo paghiamo lo scotto di non avere un regolamento sul tema.

Un forte mormorio è seguito a queste parole, il sindaco ha quindi preso la parola e ha sentenziato: ”È nostra intenzione bloccare la DIA, almeno fino a quando non avremo le idee più chiare o perlomeno non avremo un regolamento per gestire la materia”. Quindi ha continuato: ”Nel frattempo potremo verificare se gli altri impianti già funzionanti sono su edifici con regolare licenza edilizia, in caso contrario possiamo anche togliere le antenne”.

La parola è quindi passata al consulente del comune in materia ambientale Luigi Acquaviva: ”Questi impianti sono soggetti ad una Legge del 2001, ma solo dal 2011 si ritiene che possa esserci un rischio potenziale. Il problema serio è che le antenne per lo Stato Italiano sono considerate opere di interesse pubblico e quindi soggette a tutela. L’unica cosa che è possibile fare nell’immediato è chiedere una consulenza specialistica a tecnici del settore anche perché non possiamo regolamentare ciò che non si conosce”.

Una cosa però è sfuggita alla quasi totalità dei presenti: le antenne servono per far funzionare i cellullari, oggetti che ognuno di noi si porta dietro e si arrabbia tantissimo se non sono in “ rete”. Dire “portiamo le antenne in periferia” come fa il Sindaco è una cosa che non sta ne in cielo ne in terra, le antenne devono stare vicino ai cellulari per permetterne il funzionamento, inoltre la moderna tecnologia spinge verso telefonini che sono in realtà terminali di computer che per funzionare avranno bisogno di una serie di antenne a bassa potenza posizionate a poche centinaia di metri l’una dall’altra, creando un reticolo a maglie strette fatto di onde magnetiche capace di coprire tutto l’abitato. Quindi per difendersi bisogna uscire dai centri urbani oppure fare a meno dei telefonini, cosa impensabile anche per i cittadini più scaldati che hanno mostrato apparecchi dell’ultima generazione.

Molti cittadini si sono approcciati al problema con lo stesso metodo dei rifiuti “portateli ovunque ma non nel mio giardino”; pochi hanno compreso che spostare l’antenna dal piazzale della Circum non risolve il problema, la soluzione è spegnerle tutte con la conseguenza di ripensare al nostro attuale stile di vita. E sicuramente questo particolare è sfuggito all’intera maggioranza che sostiene Catapano che come primo atto ha offerto il Wi-Fi gratuito a tutti i cittadini che si recano in piazza Garibaldi con il loro computer portatile, è sfuggito che per fare ciò si è dovuta aggiungere un ‘altra antenna per poter offrire il servizio gratuito agli utenti presenti in piazza, servizio già disponibile a pagamento, creando così una sovraesposizione inutile alle persone. Come avere due autobus che fanno la stessa linea affiancati.

Trovare una soluzione non sarà sicuramente semplice, se dieci persone hanno capito che aggredire l’ambiente porterà altri lutti, un milione non intende assolutamente rinunciare ai benefici delle moderne tecnologie. Una speranza la stanno offrendo i titolari di locali pubblici che espongono il cartello no-cell all’ingresso dei loro negozi, avranno lo stesso coraggio i nostri negozianti che litigano con gli Agenti della Municipale che multano i loro indisciplinati clienti?
 

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