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martedì, Gennaio 25, 2022

A Pomigliano un convegno sullo sviluppo economico

Lungo intervento del professore Cantone all’incontro organizzato dalle associazioni di sinistra sui temi del lavoro e dello sviluppo: ricerca, “rete corta” e fondi europei la ricetta anticrisi.

«Il territorio e gli enti locali hanno gravissime responsabilità per l’assenza di una politica industriale al livello comunale, provinciale, e regionale. Grandissime sono le responsabilità di decisori locali miopi, privi di idee e di visione politica».

A parlare è Luigi Cantone, professore di Marketing e Strategie d’impresa presso la Federico II di Napoli, ospite dell’incontro organizzato dalle associazioni Sogno Democratico, Fabbrica per la Sinistra e Casa della Sinistra negli spazi della Distilleria, sabato pomeriggio, in seno alla catena di appuntamenti pensati dalla sinistra cittadina per stimolare una riflessione sul territorio, e in particolare sul lavoro. Dunque «il territorio locale come risorsa» da riscoprire e vitalizzare per superare la tragica situazione lavorativa del Mezzogiorno, precisa Cantone, che spazza via l’ormai inveterata convinzione che le realtà locali non possano far nulla per il rilancio economico cittadino e dell’area limitrofa.

Il modello di riferimento è quello della piccola e media impresa che ha caratterizzato la fase di nuova industrializzazione del Nord Est e di alcune aree dell’Italia centrale dopo la crisi industriale degli anni ’70, determinando un nuovo tessuto produttivo di supporto alla grande impresa, mai realizzato nel Mezzogiorno. Il professore ha dunque indicato come vettore di sviluppo locale e, necessariamente, anche della realtà limitrofa la creazione di quel tipo di tessuto produttivo, ovvero di quella “rete corta” che va in supporto alla grande impresa. Al centro del rilancio produttivo deve essere ancora lo sviluppo dei servizi industriali, tipicamente di contenuto ingegneristico, contestualmente alla formazione sul territorio di centri di ricerca.

Anche il settore della cultura, ha precisato Cantone, può rappresentare un’ulteriore possibilità di sviluppo del territorio attraverso l’attivazione di una filiera produttiva caratterizzata da cultura, creatività e multimedialità e concretizzata nel modello del distretto culturale. La possibilità di accedere a fondi europei destinati allo sviluppo economico continua poi ad avere un ruolo di vitale importanza, come ha dimostrato Cantone con particolare riferimento al progetto Cosme per la piccola e media impresa e ai fondi comunitari stanziati per il periodo dal 2014 al 2020, in sostituzione dei Fesr, che necessariamente evidenziano al contempo l’importanza decisiva che nei prossimi anni dovrà avere la competenza governativa sulle risorse messe a disposizione dall’Europa, e insieme la capacità progettuale per intercettare fondi previsti per i progetti che provengono dalle realtà locali.

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