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Volla, Mauriello beffata per la presidenza del Consiglio: lo scranno a Manfellotti

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Aveva raccolto più preferenze di tutti nella sua lista, risultando la candidata con il maggior numero di consensi dell’intera coalizione di centrosinistra, eppure non guiderà il Consiglio comunale. A Volla, l’elezione della nuova presidenza dell’assemblea cittadina ha segnato un duro colpo per la rappresentanza femminile.

Simona Mauriello, prima eletta nella lista dei Moderati con 294 voti, è stata infatti scavalcata da Vincenzo Manfellotti, che ne ha ottenuti 271. Entrambi appartengono alla stessa formazione politica, ma a prevalere è stato lui, grazie a dinamiche interne che hanno ribaltato le aspettative e sconfessato gli accordi stabiliti in fase preelettorale.

Durante la campagna elettorale, la coalizione del neosindaco Giuliano Di Costanzo aveva puntato sulla valorizzazione delle competenze femminili e sull’equità di genere, proponendo iniziative per rafforzare la presenza delle donne nella vita pubblica locale. Tuttavia, a poche settimane dall’insediamento del nuovo consiglio, quei principi sembrano essere stati accantonati. L’intesa politica che assegnava alla lista dei Moderati la presidenza del consiglio e un assessorato non è stata rispettata. Il risultato è un riposizionamento che ha escluso la candidata più votata dalla carica apicale dell’aula consiliare.

Dopo settimane di tensioni e negoziati senza esito, lo scenario è sfociato in un compromesso che ha evitato l’impasse istituzionale, ma ha lasciato l’amaro in bocca a una parte significativa della maggioranza. Mauriello ha scelto di restare in consiglio, rifiutando però qualsiasi incarico di giunta. Una scelta che ha sottolineato come la questione non fosse legata alle poltrone, ma al riconoscimento del merito e al rispetto degli impegni presi.

Ad aumentare le frizioni all’interno del centrosinistra, anche la recente apertura alla consigliera Daniela Incarnato, esponente di area centrodestra. L’ingresso di quest’ultima in maggioranza ha alimentato ulteriori perplessità, innescando un malcontento trasversale tra i sostenitori della coalizione.

Il caso ha evidenziato ancora una volta le contraddizioni di una politica che, nonostante le dichiarazioni pubbliche a favore della parità, continua a penalizzare le donne nelle posizioni di vertice. E a Volla, dove mai prima d’ora una donna aveva presieduto l’aula consiliare, l’occasione di segnare un cambiamento concreto è stata mancata.

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