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Sono veramente cambiate le abitudini Enogastronomiche a causa della pandemia?  Diciamo che, il nuovo stile di vita “forzato” ha cambiato in modo sostanziale gli acquisti e la spesa alimentare degli italiani evidenziando nella prima fase di restrizioni di mobilità, comportamenti dettati dal timore di non avere sufficienti scorte alimentari e nelle settimane successive, da una reale modifica dei consumi.

 

Le scelte raccontano di un’Italia che si è preparata a tempi difficili, quasi simili a quelli di una guerra. Da un lato, la hanno fatto da padrone gli alimenti semplici alla base della dieta mediterranea, quelli essenziali per le preparazioni domestiche della tradizione che, in giorni di lockdown, sono state praticamente le uniche possibili, visto che tutti erano obbligati a stare in casa: il prodotto più acquistato è stata la farina con un balzo dell’80% rispetto alla media del periodo. Ma ancora oggi, aumenta la domanda di prodotti conservabili, soprattutto quelli in scatola, Il che significa che molti consumatori temono che, a un certo punto, l’approvvigionamento di cibo possa cominciare a scarseggiare. E così, chiusi tra le mura domestiche, gli italiani riempiono le dispense con prodotti che rievocano la cucina del dopoguerra: farina, latte, pasta. Al tempo dell’economia da virus, ritornano a tavola i rassicuranti cibi della nostra tradizione. L’ansia non lascia spazio agli ingredienti etnici, alle ricette creative e alle recenti tendenze salutistiche. È interessante invece sapere, come sia aumentato molto meno il consumo di olio, di pesce, di vino e di birra, rispetto allo stesso periodo del 2019. Altro dato interessante è che i consumatori risultano più informati e attenti alla qualità del cibo, in particolare alla provenienza geografica.

La pandemia di Covid-19 non ha cambiato radicalmente le abitudini alimentari degli italiani a tavola, ma semmai ha aumentato il loro bisogno di informarsi su quello che mangiano. Sono aumentati i livelli di conoscenza e le sensibilità dei consumatori, compresi i temi connessi della sostenibilità ambientale, delle produzioni agroalimentari nell’economia europea, e l’attenzione dei consumatori alle produzioni e alle scelte alimentari di qualità. Si conferma l’attenzione degli italiani ad una gestione attenta del cibo che va da evitare gli sprechi. L’approvvigionamento di cibo non sembra essere stato un problema e l’attitudine alla spesa si è rivolta anche verso alimenti nuovi, con un occhio fisso ai costi troppo alti. Lo stile di vita domestico ha portato comunque delle modifiche, infatti le persone, ora che hanno tempo, fanno regolarmente la prima colazione che prima saltavano per vincoli di orari, di studio o di lavoro. Si è verificato questo cambiamento che possiamo sperare diventi un’abitudine irrinunciabile anche nel futuro in quanto le persone si sono rese conto dei benefici, in termine di forza e lucidità, che una buona colazione comporta. È cambiata anche molto la composizione del pranzo di tutte quelle persone che, prima del blocco di mobilità, erano obbligate a consumare il pranzo fuori casa. In questo periodo, molte persone hanno colto l’occasione per sostituire i pasti veloci costituiti da pizza, e hamburger con scelte più salutari preparate in casa.

A casa, inoltre, vi è l’abitudine a consumare un frutto a fine pasto che non sempre viene consumato con un pasto veloce fuori casa. È rimasta, meno male, la buona abitudine di bere un bicchiere di vino al pasto principale, anche perché circolava una notizia che asseriva il potere del vino di combattere il coronavirus. Si diceva che un consumo moderato di vino, legato al bere responsabile, potesse contribuire a una migliore igiene del cavo orale e della faringe, area, quest’ultima, dove si annidano i virus nel corso delle infezioni. Un po’ di alcol che passa in gola, sembrerebbe di capire, disinfetta, secondo i tecnici del vino. Notizia seccamente smentita dal mondo medico e dai virologi più illustri. Quindi bevete responsabilmente, adottate la dieta mediterranea e speriamo che passi presto questo periodo assurdo. Infine, ricordate che Nel vino c’è la saggezza, nella birra c’è la forza, nell’acqua ci sono i batteri.“

(fonte foto: rete internet)